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(Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

E’ atteso per oggi il nuovo decreto del Presidente del Consiglio contenente misure sanitarie per fare fronte all’emergenza coronavirus. A riferirlo, al termine dei due vertici di ieri sera a palazzo Chigi, è stato il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci.

«Abbiamo preso atto della situazione, non abbiamo parlato degli interventi economici, ma solo delle misure di sanità. Domani aspettiamo il decreto del Presidente del Consiglio che ci dirà quale direzione il governo intende prendere», ha spiegato Marcucci: «Il punto principale è superare la crisi sanitaria», ha aggiunto. Preoccupazione? “Sarebbe scellerato non averla”.

Con il decreto del Presidente del Consiglio arriverà anche il vademecum agli italiani messo a punto dal Comitato scientifico che sta affiancando Palazzo Chigi nella battaglia al virus.

Tra le indicazioni contenute, evitare baci e abbracci, tenere una distanza di sicurezza dalle persone, evitare di uscire di casa se si è anziani e stop a convegni e grandi eventi.

«Sulle manifestazioni sportive saranno attuate con forza misure di rarefazione sociale», ha spiegato il vice ministro della Salute, Gianpaolo Sileri, «con lo stop delle partite o con le stesse giocate a porte chiuse», ha aggiunto.

Evitare per 30 giorni manifestazioni, anche quelle sportive, che comportino l’affollamento di persone e il non rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro.

Questa è la proposta del Comitato tecnico scientifico voluto dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Ora bisognerà capire se lo stop sarà totale o se le partite potranno essere disputate a porte chiuse.

L’unica possibilità per andare avanti con la stagione, magari facendo attenzione a limitare il più possibile anche la presenza degli addetti ai lavori negli impianti, è quella delle “porte chiuse”

Su questo tema, nella giornata di ieri si è mosso qualcosa anche fuori dall’ Italia.

L’ipotesi di giocare a spalti vuoti per impedire di trasformare gli stadi in un’occasione di contagio, si è fatta strada in modi diversi anche nei più importanti campionati all’estero, dalla Premier League alla Liga, dalla Bundesliga alla Ligue 1, per non parlare della Svizzera dove si è deciso di rinviare tutto fino al 23 marzo.

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