Giovanni Malagò (Insidefoto.com)
Giovanni Malagò (Insidefoto.com)

Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, è intervenuto in esclusiva a Tgcom24 a proposito della sospensione delle partite di calcio per l’emergenza coronavirus: «Su questo tema ho già espresso un’opinione. Il calcio non può pensare di giocare una partita per conto suo».

«Ci si deve adeguare a quelle che sono delle realtà oggettive del Paese e si deve navigare il più possibile a vista e al tempo stesso cercando di fare una programmazione che se non si può fare col pubblico, non se in alcune zone d’italia o ovunque, lo preveda», ha aggiunto.

«Questa è la realtà. Io non ho titolo per parlare del calcio, penso di averlo sullo sport, non posso fare un discorso per una sola disciplina anche se è la più importante e la più ricca, e non considerare gli altri sport. Ieri si è giocato a basket a Milano a porte chiuse tra l’Armani e il Real Madrid. E potrei citare altre decine di situazioni che si stanno svolgendo: non potete neanche avere idea di quello che sta succedendo in giro per il mondo con gli atleti. Tutte le complicazioni per le autorizzazioni, compagnie aeree, manifestazioni che vietano l’ingresso e che vengono annullate», ha proseguito Malagò.

Sul possibile rinvio delle Olimpiadi di Tokyo ribadisce: «Io ho un unico riferimento che è il Comitato Olimpico, di cui sono anche membro. Parlo quotidianamente con Losanna, non c’è nessuna controindicazione da parte del CIO, assolutamente. L’altra mia interlocuzione, perché come CONI siamo andati molte volte a Tokyo per vedere le sedi di allenamento, Casa Italia, capire la logistica e tutti i servizi, è il presidente del comitato organizzatore che ci ha confermato che non c’è alcuna controindicazione».

Infine, una considerazione sull’impatto economico che potrebbe portare l’annullamento di un’Olimpiade: «Questo calcolo non sarei in grado di farlo perché è un’ipotesi che non è sul tavolo. Tutto il mondo delle Olimpiadi, anche la nostra candidatura su Milano-Cortina, si regge su quelle che sono le dinamiche delle aziende che investono sulla manifestazione e sui diritti televisivi che sono acquisiti molto prima dell’evento. Però certo lo sport in Italia impatta tra l’1,7 e il 2% del PIL in maniera diretta. In maniera indiretta lo raddoppia e si arriva quasi al 4%. Che è una cifra mostruosa».

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