(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

«Cerchiamo di non fermarci, il percorso sportivo verrà bloccato solo se la situazione dovesse precipitare». Con queste parole Michele Uva, vicepresidente della UEFA, ha parlato ai microfoni di Rai Radio1 Sport a proposito dell’emergenza Coronavirus e dei riflessi dell’epidemia sul calcio europeo.

«Siamo in una fase d’attesa, monitoriamo Paese per Paese, il calcio deve seguire le indicazioni governative dei singoli Stati», ha spiegato, aggiungendo che un eventuale stop verrebbe programmato solo in caso di un aggravarsi della situazione.

Uva è poi tornato anche sulla questione Manchester City e sulla questione del possibile ritiro dei trofei nazionali vinti dal club nel periodo di violazione delle regole del Fair Play Finanziario: «Le regole europee quasi mai sono identiche a quelle nazionali, la UEFA sta lavorando per fare in modo che alcune regole diventino tecnicamente obbligatorie nei singoli campionati».

Il dirigente tuttavia ha detto di voler aspettare «il giudizio del TAS che è la Cassazione sportiva». Uva ha concluso parlando delle possibili nuove regole sul fuorigioco: «E’ importante che le norme facilitino l’arbitro e creino meno discussione possibile. Se la direzione è questa, noi siamo assolutamente d’accordo al ritorno della regola della “luce” fra attaccante e difensore».

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