Il Manchester City campione d'Inghilterra 2013/14 (foto: Getty Images)
Il Manchester City campione d'Inghilterra 2013/14 (foto: Getty Images)

La sanzione Uefa al Manchester City per la violazione del regolamento del Fair Play Finanziario (squalifica per due anni dalle competizioni europee e multa di 30 milioni di euro) rischia di tracimare in Premier League.

Secondo il Mail on Sunday, infatti, una penalizzazione di punti potrebbe estendersi anche al campionato 2013-2014, nel caso in cui una commissione indipendente della Lega inglese dovesse confermare le violazioni finanziarie già riscontrate dall’Uefa.

In quella stagione, gli uomini allenati da Manuel Pellegrini chiusero al primo posto con 86 punti, due in più del Liverpool.

Il destino del City è ancora tutto da scrivere.

Il club ha deciso di fare ricorso al Tribunale Arbitrale per lo Sport (TAS), dopo aver presentato reclamo formale agli organi competenti della Uefa perché il giudizio non sarebbe «imparziale», in quanto il caso è stato «avviato, perseguito e giudicato» dallo stesso organo amministrativo del calcio europeo.

La stampa ha parlato di «massacro di San Valentino», mettendo in evidenza che il caso è nato dalla pubblicazione di mail compromettenti da parte del magazine tedesco Der Spiegel nel novembre 2018.

In sintesi, la dirigenza del club di proprietà dello sceicco Mansour bin Zayed Al-Nahyan avrebbe gonfiato i bilanci facendo in modo che 67,5 milioni di sterline risultassero provenienti dalla sponsorizzazione dell’ Etihad, compagnia aerea di Abu Dhabi.

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