Vincenzo Spadafora, ministro dello sport (Foto Samantha Zucchi Insidefoto)

Si avvicina l’utilizzo negli stadi italiani di nuove tecnologie, come ad esempio radar sonori e sistemi di video sorveglianza con riconoscimento facciale, per aumentare la sicurezza sugli spalti e contrastare gli episodi di razzismo e discriminazione.

Ad annunciarlo – scrive l’ANSA – è il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, che si augura di poter implementare i nuovi sistemi già a partire dalla gara inaugurale di EURO 2020, la sfida tra Italia e Turchia che si terrà all’Olimpico di Roma.

«Nel giro di poche settimane dovremmo poter sperimentare per la prima volta nel nostro Paese, nei principali stadi, nuove tecnologie che possano aiutare il lavoro delle forze dell’ordine e che speriamo di poter utilizzare in via sperimentale già durante la prima partita degli Europei il prossimo 12 giugno a Roma», ha detto Spadafora.

«Abbiamo avviato un tavolo tecnico con la Federcalcio e il ministero dell’Interno» ha aggiunto Spadafora, ricordando che «nel nostro sistema giuridico non esistono esimenti da stadio per comportamenti ingiuriosi o diffamatori».

«Non si diventa razzisti allo stadio, lì ci si mostra anche molto più liberamente per quello che si è, e lo si grida a volte pensando a dei modelli sempre consentiti all’interno degli stadi. Fino a quando io sarò ministro non consentirò più che questo avvenga», ha proseguito il ministro in occasione dell’audizione sulle linee programmatiche del Governo in materia di sport svoltasi presso le commissioni riunite cultura di Camera e Senato.

«Il livello di guardia è molto alto e dobbiamo lavorare su due canali con strumenti innovativi, in modo da evitare qualsiasi attenuanti per questi fenomeni, e campagne di sensibilizzazione e di coinvolgimento soprattutto dei giovani per lavorare soprattutto sul livello culturale», ha concluso Spadafora.

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