eSports (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Il calcio si trova di fronte a una grande sfida: come attirare le nuove generazioni. Integrare la tecnologia nei match, sviluppare stadi intelligenti e l’utilizzo efficiente dei social media non è bastato. L’ultima frontiera sono gli eSport.

È interessante notare che mentre le migliori squadre di calcio stanno conquistando nuovi fan in Cina, India, Indonesia e Stati Uniti, Paesi che rappresentano circa il 45% della popolazione mondiale, il giovane pubblico asiatico (considerato il più istruito nella tecnologia) è il più coinvolto negli eSports.

Gli eSports calcistici sono un percorso facilitato per le squadre affamate di spettatori per raggiungere questa nuova fetta di pubblico giovane. Le varie serie competitive di FIFA, uno dei simulatori calcistici più popolari, sono state un modo semplice per i team di entrare negli eSport. Secondo il suo editore, EA, oltre 260 milioni di copie delle varie versioni del gioco sono state vendute da quando è stato lanciato nel 1993. I fan, poi, hanno scaricato e installato il gioco gratuito “FIFA Mobile”, quasi 200 milioni di volte.

Numerosi club di spicco, dallo Schalke 04 al Paris Saint Germain, hanno così creato le loro divisioni di eSports: alcuni reclutando giocatori professionisti FIFA, altri costruendo la propria squadra in casa, mentre alcuni hanno acquistato squadre di successo già esistenti. Quasi tutti i principali campionati di calcio hanno ora i loro omologhi esportivi e hanno basato le loro competizioni su FIFA. La ePremier League, ad esempio, comprende tutte e 20 le squadre della Premier League, con due giocatori in ciascuna squadra. Alla ePremier League si aggiungono la eMLS (Stati Uniti), l’eBundesliga (Germania), la eLaLiga (Spagna) e la eSerie A tutta italiana che partirà a breve. Tutte queste leghe si sfideranno nella FIFA 20 Global Series. Sono state create anche la eChampions League, la eClub world Cup e la eNations Cup. Per il videogioco concorrente di FIFA (Pes) sono nate invece altri campionati tra cui gli eEuro 2020 per cui sono appena terminate le selezioni della nazionale italiana.

Tuttavia, alcune squadre di calcio non limitano il loro coinvolgimento negli eSports ai videogiochi di calcio. La loro strategia va oltre perché i videogiochi legati al calcio non sono i più grandi o i più seguiti: FIFA non è nemmeno nella top 10, che vede League of Legends, Fortnite, CS: GO, Dota2 e Overwatch a farla da padroni.

Attraverso questa strategia, i club si vogliono posizionare come un marchio sportivo globale, coinvolgendo squadre che competono in vari giochi come ha fatto il brand Barcellona, ​​ad esempio, che oggi comprende le migliori squadre in vari sport tradizionali, come pallacanestro, pallamano o calcio a 5. Più è ampio lo spettro di discipline che un club può coprire con squadre di successo, maggiori sono le possibilità che possa attrarre giovani spettatori e trasformarli in clienti fedeli.

Nel costruire la loro divisione di eSports, il Barcellona ha acquistato una squadra di successo che compete nella lega professionistica di Rocket League, il decimo gioco più popolare al mondo. Il club della Bundesliga Schalke 04, uno dei primi partecipanti agli eSports, è un concorrente veterano della European League of Legends Championship Series, il campionato professionistico del gioco di punta degli esport mondiali.

 

L’AS Roma ha costruito una partnership strategica con Fnatic, un’organizzazione di eSport professionale con sede a Londra. I giocatori rappresentano così la Roma nei tornei FIFA, mentre Fnatic gestisce la squadra, fornendo formazione e organizzando eventi. Il Paris Saint-Germain ha unito le forze con il team cinese LGD per creare una squadra per giocare a Dota 2.

Il Manchester City ha collaborato con FaZe Clan, uno dei maggiori attori nel panorama eSport per creare contenuti social accattivanti, merchandise in edizione limitata e ospitare eventi a livello globale. Essendo un marchio meno conosciuto a livello internazionale, il club danese FC Copenhagen ha scelto un percorso diverso: collaborando con la più grande azienda mediatica in Scandinavia, la Nordisk Film, è nato un marchio completamente nuovo, “North Esports”, che mira a diventare un leader in Europa con più squadre e giocatori.

Questi ultimi esempi sono in linea con la tendenza generale delle principali società sportive a spostarsi verso un modello di business più simile a quello dell’intrattenimento, riposizionando i loro marchi e trasformando di conseguenza la loro organizzazione. I più ambiziosi stanno esplorando i modi più diversi per coinvolgere le giovani generazioni fornendo una vasta gamma di esperienze associate al loro marchio.

Articolo a cura di Riccardo Lichene per Sport Digital House

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1 COMMENTO

  1. Ormai anche qui in business, quanto era bello giocare con i propri amici al pomeriggio, ora non è un gioco ma un lavoro, ed è normale che partecipino sempre gli stessi, primo per loro è un lavoro, secondo sono sponsorizzati

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