programma Serie C Sportitalia
(Foto: Cesare Purini / Insidefoto)

La serie C tornerà in campo nel prossimo fine settimana con le partite in programma tra l’11 e il 13 gennaio ma resta lo stato di agitazione dei club “che valuteranno con quali forme attuarlo nel prossimo futuro“. A rendere nota la situazione è la Lega Pro in un comunicato in cui si sottolinea che le “richieste e proposte avanzate al governo non hanno avuto il riscontro auspicato” e si ricorda la protesta che aveva portato a non scendere in campo per il turno in calendario il 21 e 22 dicembre scorsi.

Con l’azione del 22 dicembre – si afferma nella nota – abbiamo voluto prendere una decisa posizione e lo abbiamo potuto fare perché abbiamo acquisito credibilità per le regole introdotte ed applicate e gli atti di risanamento posti in essere. Ora tutti sanno che non scherziamo perché siamo seri, abbiamo sollevato il tema principe per i club di Serie C, senza infingimenti o ipocrisie: il 2020 ci deve dire se siamo sostenibili con l’attuale configurazione“.

Ora si attende quindi che anche il governo ascolti le rimostranze delle squadre. “Chiediamo al governo che ci sostenga – prosegue la nota – con provvedimenti che vanno dalla restituzione del credito di imposta a nuove forme di contribuzione al calcio (1% dell’ammontare degli introiti delle scommesse etc.), dalla revisione della legge Melandri ad una modifica relativa all’imposizione IRAP sui contratti dei tesserati. Noi siamo il calcio sociale e quello della formazione dei giovani calciatori, i presidenti mediamente effettuano annualmente interventi da due a quattro milioni, chiediamo risorse per utilizzarle per costruire centri sportivi e formare i giovani. Il quesito aperto è semplice: o si trovano risorse per questa esperienza originale del calcio italiano o bisogna ridurre il numero dei club contribuendo a peggiorare la qualità sociale dell’Italia, non solo del calcio“.