Zlatan Ibrahimovic (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

“Come sarò coi giovani? Molto più cattivo. Non tutti sanno soffrire, ma a me piace lavorare duramente. Non sono venuto qui per fare la mascotte di fianco al Diavolo”. Si presenta così Zlatan Ibrahimovic nella conferenza a Casa Milan per il suo ritorno in rossonero.

“Dopo l’ultima partita a Los Angeles ho parlato subito con Paolo. Ho ricevuto più richieste a 38 anni che a 28. Sono stato sincero e mi sono detto: o cerco un triennale per prendere ancora il massimo oppure scelgo la sfida migliore. Dopo Bergamo c’erano tante chiamate da parte di Boban, ma non è stata una decisione difficile da prendere. Nel 2012 ho lasciato il Milan senza il mio ok, la situazione era quella che era. L’importante è essere qui adesso, il Milan è casa mia, quando sono arrivato dal Barcellona ho sempre detto che mi aveva ridato la felicità di giocare a calcio”.


"Sto bene, mi sono allenato e l'unica cosa è che non ho toccato il pallone. Secondo me sono pronto. Voglio giocare già oggi. Ronaldo? È bello che sta in Italia, vediamo cosa succede. Ma la sfida è contro me stesso. Se sto in campo per non dare risultati non serve a niente, meglio mettere un altro. L'obiettivo è continuare come fatto fino ad ora e restare ad alti livelli, segnare e fare assist. So cosa devo fare. Non mi piace essere una figurina, non vengo come una mascotte. Non sono qui perché sono Ibrahimovic, incomincio da zero e devo dare risultati. Nessuno a 38 anni ha firmato per un club come il Milan".

"Il Milan è sempre il Milan anche negli Usa, la storia non si cambia. La squadra non è quella di prima, ma sono successe tante cose dopo l'addio di Berlusconi. Io sono un calciatore, devo pensare solo a quello che succede in campo. Sono sempre positivo, se non credessi in questo progetto non sarei tornato. Voglio aiutare il Milan a migliorare e personalmente voglio divertirmi in campo. I problemi? Difficile rispondere, se non sei dentro non sai come sono le cose. Si può e si deve fare di più. Al Milan la pressione è altissima, tutti si aspettano grandi risultati. Se giochi nel Milan, non è perchè sei stati fortunato, ma sei qui per fare grandi risultati. Europa? Pensiamo ad una partita alla volta, poi vediamo cosa succederà. Il derby con l'Inter? Il derby è speciale, ne ho giocati tanti, in molti paesi ma dico sempre che il migliore è Inter-Milan, Milan-Inter. Non so come andrà il prossimo derby del 9 febbraio, vedremo. Non ho firmato per cinque anni, penso solo ad oggi e poi a domani".

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