Lega Serie A (foto CF - Calcioefinanza.it)

La Lega Serie A oggi nella seconda assemblea elettiva convocata dalle dimissioni di Gaetano Micciché, cercherà di mettere ordine nel caos in cui è precipitata nelle ultime settimane. All’ordine del giorno l’elezione del nuovo presidente di Lega Serie A. Il nome forte è quello di Paolo Dal Pino, manager del settore telecomunicazioni, caldeggiato da Lotito e appoggiato da altri club. La candidatura di Dal Pino potrebbe però non raggiungere, almeno domani, il quorum di 14 voti a favore necessario per la seconda assemblea elettiva.

Uno stallo che ha origine il 19 novembre, quando Geatano Miccichè rassegna le dimissioni a causa di ”inaccettabili indiscrezioni” pubblicate sui giornali riguardo la chiusura dell’istruttoria sulla sua nomina a presidente che si affianca alle critiche riguardo al possibile conflitto d’interessi vista la sua presenza nel Cda di Rcs.

Il 2 dicembre viene convocata la prima assemblea elettiva che si risolve con un nulla di fatto. La mancata elezione fa scattare il commissariamento ad acta di Mario Cicala che ha tempo fino al 10 marzo per trovare il profilo ideale ed eventualmente modificare lo statuto. Ma il 3 dicembre un nuovo terremoto scuote la Lega Serie A: emerge un audio registrato senza autorizzazione durante il Consiglio di Lega del 23 settembre, in cui l’ad De Siervo dice di aver chiesto ai registi della Serie A di spegnere i microfoni direzionati verso le Curve per non far sentire i cori razzisti in tv.

De Siervo convoca una conferenza stampa in cui spiega di voler evitare l’emulazione e proteggere il prodotto calcio, accusando gli autori della registrazione di ”voler decapitare la Lega Serie A per i diritti tv”. De Siervo sporge denuncia, la Procura apre un’inchiesta e il giorno successivo l’avvocato Ruggero Stincardini, segretario verbalizzante durante quel Consiglio di Lega, viene licenziato. Dalle polemiche non si salva neppure il commissario ad acta Mario Cicala che, prima ancora di presiedere la sua prima Assemblea, vede accendere i fari di alcuni media su un presunto conflitto di interessi tra il ruolo di membro supplente del consiglio di sorveglianza della Lazio e quello in Lega. Cicala si difende: ”Ho controllato, prima di accettare, di avere i requisiti di imparzialità e terzietà”.

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