(Photo by KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP via Getty Images)

L’Agenzia mondiale antidoping (WADA) ha bandito la Russia dalla partecipazione ai principali tornei sportivi internazionali, tra cui le Olimpiadi e i Campionati del mondo, per un periodo di quattro anni. Il comitato esecutivo della WADA ha preso la decisione dopo aver concluso che Mosca ha manomesso i dati di laboratorio con prove false ed eliminando i file collegati a test antidoping positivi che avrebbero potuto aiutare a identificare i dopati.

Secondo la decisione della Wada, non potranno essere utilizzati l’inno e la bandiera della Russia in eventi come i Giochi Olimpici 2020 di Tokyo: tuttavia, gli atleti che potranno provare di non essere coinvolti nello scandalo doping potranno partecipare sotto una bandiera neutrale, come già successo alle Olimpiadi invernali 2019 a Pyeongchang, quando gli atleti russi parteciparono come “Atleti Olimpici della Russia” sotto la bandiera a cinque cerchi del Cio. Resta da capire come questo potrà influire sull’eventuale partecipazione della nazionale russa di calcio ai Mondiali 2022 in Qatar, mentre non sarebbe in dubbio la partecipazione ai prossimi Europei in quanto la squalifica riguarda solo eventi internazionali e non continentali.

Il Comitato Esecutivo dell’Agenzia mondiale antidoping (WADA) ha stabilito altresì che la Russia, nel periodo stabilito, non potrà ospitare o concorrere all’assegnazione d’importanti tornei sportivi internazionali. Il Comitato Esecutivo della WADA ha anche stabilito che i funzionari statali russi, nonché i funzionari del Comitato Olimpico Russo (ROC) e del Comitato Paralimpico Russo (RPC), sono stati banditi dal partecipare a tutti i maggiori tornei sportivi internazionali, sempre per un periodo di quattro anni.

La Russia è coinvolta in scandali sul doping da quando un rapporto del 2015 commissionato dalla WADA ha trovato prove del doping di massa nell’atletica russa; da allora molti dei suoi atleti non hanno partecipato alle ultime due Olimpiadi e il Paese è stato privato completamente della sua bandiera ai Giochi invernali di Pyeongchang dell’anno scorso, come punizione per aver insabbiato il doping di Stato ai Giochi di Sochi del 2014. Mosca ha ammesso i problemi ma ha negato l’accusa di aver organizzato il doping di Stato.

L’agenzia anti-doping russa (Rusada) ha detto di non essere sorpresa dalla decisione del Comitato esecutivo della Wada . “Di certo questa decisione non è positiva, ma ce l’aspettavamo”, ha dichiarato il vice capo di Rusada, Margarita Pakhnotskaya. Il consiglio di supervisione di Rusada ha, inoltre, ribadito che il principale obiettivo dell’agenzia anti-doping russa è proteggere gli interessi degli atleti “puliti”.

Tuttavia, la Russia potrebbe presentare ricorso al Tas di Losanna. Lo ha detto Svetlana Zhurova, primo vicepresidente del commissione internazionale della Duma, la camera bassa del Parlamento russo. “Il 19 dicembre si terrà una riunione del Consiglio di vigilanza della RUSADA: deciderà se la RUSADA accetta queste raccomandazioni o meno. E il tribunale di Losanna in seguito”, ha affermato. “Sono sicura al 100% che la Russia andrà in tribunale perché dobbiamo difendere i nostri atleti”, ha affermato.

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