(Photo credit should read BEN STANSALL/AFP via Getty Images)

Il Chelsea ha diramato questo pomeriggio un comunicato in relazione alla decisione del TAS sul blocco del mercato del club londinese. Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha accolto il ricorso degli inglesi, riducendo il blocco dei trasferimenti a una sola sessione di mercato (quella della scorsa estate).

«Il Chelsea è grato al TAS per l’approccio diligente che ha dato alla questione. Il club – si legge in un comunicato stampa – non ha ancora ricevuto i motivi scritti della decisione del TAS, ma desidera chiarire quanto segue:

  1. L’approccio adottato dalla FIFA in questo caso è stato profondamente insoddisfacente, anche perché la FIFA ha scelto di trattare il Chelsea in modo completamente diverso rispetto al Manchester City per ragioni che non hanno assolutamente senso per il Chelsea;
  2. La FIFA ha accusato il Chelsea di aver violato l’articolo 19 del regolamento FIFA in relazione a 27 giocatori, coprendo il periodo dal 2009 in poi. Di questi, 16 giocatori erano stati tesserati dal Chelsea esattamente allo stesso modo degli altri giocatori della Premier League in quel momento. Inoltre, il Chelsea ha chiesto chiarimenti alla Premier League nel 2009 sulla necessità di richiedere l’autorizzazione per tesserare i giocatori in questa categoria. La FA ha successivamente collaborato con la FIFA ed è stato confermato al Chelsea che i giocatori di questa categoria avevano il diritto di essere tesserati e che non era richiesta alcuna autorizzazione speciale. Di conseguenza, il fatto che la FIFA abbia portato accuse contro il Chelsea per questa categoria di giocatori è stato scorretto. Siamo grati del fatto che tutto questo sia stato corretto dal TAS.

Il Chelsea, spiega il club in un comunicato, «rispetta l’importanza del lavoro svolto dalla FIFA in relazione alla protezione dei minori e ha collaborato pienamente con la FIFA durante le sue indagini. Tuttavia, se la FIFA continuerà a imporre sanzioni incoerenti e ineguali ai club, non solo comprometterà lo scopo stesso dei regolamenti, ma metterà anche in dubbio la fiducia FIFA stessa».

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