Milan-Napoli mascotte
Esultanza dei giocatori del Milan (Photo Image Sport / Insidefoto)

Trattativa Arnault Milan – Torna a scaldarsi la trattativa tra Elliott e il gruppo LVMH per la cessione del Milan. Lo riporta “La Repubblica”, spiegando che il francese Bernard Arnault, re del lusso, avrebbe rinnovato il proprio interesse nei confronti del club rossonero.

L’ipotesi di un passaggio di proprietà è in piedi senza clamore da maggio, ma avrebbe ripreso corpo per il pressing sul magnate francese di alcuni consiglieri economici. Stando a “Repubblica”, l’idea che sta alla base del progetto è quella di estendere la già corposa presenza nella città italiana della moda e del lusso al calcio, che dell’industria del lusso è ormai un settore aggiunto.

Si resta comunque nel campo delle ipotesi, perchè a fine settembre lo stesso Arnault, uno dei figli del patriarca francese, si rivolse su Instagram agli 82 milioni di tifosi milanisti nel mondo, negando l’interessamento della sua famiglia.

E il fondo americano Elliott, controllato dalla famiglia Singer e proprietario del Milan non manifestò l’intenzione di vendere, sottolineando anzi come l’operazione nuovo stadio sottintendesse un rinnovato impegno nel calcio italiano. Cadevano, di conseguenza, le voci connesse al presunto passaggio di proprietà (per una cifra intorno ai 595 milioni, con una “riserva” di 380 per le emergenze debitorie, totale 975).

Tuttavia, nell’ultimo periodo lo scenario è andato via via modificandosi. Le difficoltà legate al progetto congiunto Milan-Inter per l’abbattimento del Meazza e per la costruzione di un nuovo stadio, il bilancio 2019 in profondo rosso di 146 milioni, la rischiosa stasi nelle sponsorizzazioni a pochi mesi dalla scadenza del contratto con Emirates e le tensioni tra parte sportiva e finanziaria hanno di fatto mutato un po’ la situazione.

Sempre seondo “La Repubblica”, queste non sarebbero le condizioni ideali per indurre Elliott, che ha speso circa mezzo miliardo tra il prestito a Li e il mercato, a investire di più. Il più importante cambiamento di scenario sarebbe avvenuto a Parigi, anche se il rampollo Antoine Arnault resterebbe sfavorevole a una spesa così ingente nel calcio.

In ogni caso, la potenziale apertura di Arnault senior sarebbe sul tavolo di Paul Singer, meno coinvolto del figlio Gordon nelle vicende milaniste. La partita si giocherebbe entro fine anno, con la variabile decisiva dello stadio e dell’annessa nuova cittadella del lusso: i consulenti di Elliott spingono sempre per realizzarla insieme alla demolizione di San Siro, quelli dei francesi la collegherebbero invece alla ristrutturazione.

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2 COMMENTI

  1. A differenza di 20 anni fa dove il ricco mecenate ripianava allegramente il bilancio a fine anno e nessuno aveva nulla da obiettare, oggi con il FFP questo non si può più fare. Se si ha il fatturato si può spendere altrimenti no, semplice. È proprio in quest’ottica che il progetto stadio diventa fondamentale.

  2. Arnault con tutti i marchi commerciali di cui dispone potrebbe incrementare significativamente il fatturato rispettando così le regole del fpf.
    Elliott non avendo interesse a permanere in ac Milan non ha fatto nulla di tutto questo pur essendo ad esempio socio di riferimento in Tim.

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