Il presidente della Figc Gabriele Gravina (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

“Abbiamo provato a far desistere fino all’ultimo Miccichè. Lui ha fatto le sue scelte e penso avesse valide ragioni, spero possa tornare sui suoi passi per dare stabilità alla Lega di A che con lui cominciava a consolidarsi”. Lo ha detto il presidente della Figc, Gabriele Gravina, al termine del Consiglio federale di oggi che ha indicato la nomina di un commissario ad acta per la Lega di A dal 3 dicembre qualora nell’assemblea del 2 dicembre da via Rosellini non dovesse essere eletto il successore del dimissionario Gaetano Miccichè.

“C’è grande amarezza, peraltro condivisa dal Consiglio federale, per le sue dimissioni – ha aggiunto Gravina – Abbiamo affrontato direttamente il problema con Miccichè, non avendo ravvisato conflitti di interesse o rischi di indipendenza da parte sua, avevo consigliato l’apertura delle famose schede per completare l’iter di quell’assemblea, affinché se fossero emersi anche solo 14 voti utili lui poteva restare a fare il presidente”.

“Non c’è nessuna volontà di invasione o ingerenza di campo all’interno della Lega di A. Ma solo massima attenzione affinché ci sia continuità. Qualunque sia l’iter, da parte mia non ci sarà mai la disponibilità di fare il commissario della Lega di A”, ha proseguito. L’auspicio di Gravina è quello che “la Lega di A possa in tempi rapidi trovare soluzione a questo problema”.

“Qui c’è una chiara leggerezza nell’aver risolto un problema di natura statutaria attraverso un voto palese non previsto dallo statuto. Da qualunque parte sia provenuta, non è stato un problema di uno o due soggetti perché in quella stanza c’erano tanti protagonisti che hanno generarato un problema a una sola persona, Miccichè, che invece in quella stanza non c’era”, ha proseguito. A distanza di 20 mesi dall’elezione di Miccichè, oggi Gravina osserva: “Il tempo non sana una nullità insanabile”.

Se all’assemblea del 2 dicembre, da via Rosellini non dovesse esserci l’elezione di un suo successore, “il commissario ad acta (Mario Cicala, nominato proprio oggi dal Consiglio federale, ndr) coinvolgendo l’assemblea di Lega, potrà valutare la possibilità, davvero, di modificare quello statuto. È un atto politico molto più forte, e che io auspico. Uno dei motivi delle dimissioni di Miccichè era uno statuto che non si ispirava a una corretta ed efficace gestione aziendale. Lo statuto di Serie A è fatto veramente male”. 

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