Il difensore del Barcellona Gerard Piquè, fondatore e presidente del gruppo Kosmos (Photo credit should read BRYAN R. SMITH/AFP via Getty Images)

È il complesso sportivo ‘Caja Magica’ di Madrid ad ospitare, da oggi a domenica, le prime Finals della Coppa Davis con il format rinnovato. Sui campi indoor e con tetto mobile, si affronteranno 18 squadre divise in sei gironi: l’Italia è nel gruppo F, con Canada e Stati Uniti. La formula sembra più quella di un mondiale di calcio e non a caso è frutto dell’accordo venticinquennale (valore due miliardi e mezzo di euro) stipulato nell’agosto 2018 tra ITF e Kosmos, fondo di investimento fondato e guidato da Gerard Pique, difensore del Barcellona. Kosmos è inoltre sostenuta da Hiroshi Mikitani, Presidente e CEO di Rakuten, la società di e-commerce con sede a Tokyo sponsor anche del Barcellona, mentre tra i soci è presente anche Leo Messi. «Leo è nostro socio, fa parte della famiglia Kosmos», ha dichiarato pochi mesi fa lo stesso Piquè.

Una scommessa, secondo molti, quella del difensore spagnolo e dei suoi soci. Anche perché la cifra di 2,5 miliardi di euro garantita alla ITF non è di poco conto, considerando che non c’è stata la corsa di sponsor e televisioni (BNP Paribas, da sempre vicina al tennis, ha lasciato lo scorso febbraio, mentre dal punto di vista televisivo in Inghilterra Eurosport ha aspettato fino all’ultimo per acquistare i diritti, con il torneo che in Italia sarà trasmesso da Supertennis), che non tutti i big saranno presenti (Federer e Zverev out, almeno in questa prima edizione, mentre ci saranno Nadal e Djokovic) e che più di qualcuno si è già espresso a favore della nuova ATP Cup, il torneo a nazionali promosso dalla ATP. “Spero che la Davis e l’ATP Cup funzionino bene entrambe e poi magari ATP e ITF si siedano a un tavolo a discutere. La mia opinione è che la Davis così non andrà avanti: 34 dei primi 35 del mondo hanno già confermato la presenza per l’ATP Cup perché ha un posto migliore in calendario”, le parole di Federer sulla competizione nelle scorse settimane.

E anche in Italia più di qualcuno ha storto il naso, a partire dal capitano Corrado Barazzutti: “Non mi piace il format della nuova Davis che ne esce solo svilita però siamo arrivati a Madrid molto motivati e proveremo a fare il massimo. C’è grande voglia di chiudere bene un anno straordinario per il tennis italiano. Dopo tanti successi in singolare, una bella prova di squadra sarebbe il massimo”, le sue parole al Corriere dello Sport.

Tornando al format del torneo, la fase a gironi si svolge da lunedì a giovedì. I quarti, ad eliminazione diretta, cominceranno sempre giovedì – ma nella sessione serale – con la prima sfida, mentre le altre tre si disputeranno venerdì. Sabato sono in programma le semifinali e domenica la finale che assegnerà l’Insalatiera d’argento. Per snellire il torneo, ciascun incrocio prevede due singolari ed un doppio e tutti i match sono al meglio dei tre set (non più cinque come in passato).

Dal pomeriggio a difendere i colori azzurri saranno Matteo Berrettini, Fabio Fognini, Lorenzo Sonego (prima chiamata in azzurro), Andreas Seppi e Simone Bolelli. Capitano Corrado Barazzutti. Il primo impegno con il “giovane” Canada, nel quale figurano Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime: con loro anche Vasek Pospisil, specialista del doppio, mentre non ci sarà Milos Raonic, infortunato alla schiena. Al suo posto il capitano Frank Dancevic ha chiamato Brayden Schnur. Mercoledì l’Italia affronterà Stati Uniti.

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