Il Comitato Progetto San Siro, composto da oltre 2400 iscritti, ha presentato al Comune di Milano una lettera con 10 domande sui problemi legati alla costruzione del nuovo stadio e alla riqualificazione della zona San Siro. MilanNews.it ha pubblicato le domande che sono state poste all’amministrazione.

«Il Comitato Progetto San Siro, che in un solo mese dalla sua nascita ha raccolto oltre 2.400 cittadini residenti nel Municipio 7, esprime forte preoccupazione per i paletti poco chiari e contraddittori che il Consiglio Comunale sembra aver posto all’opportunità prospettata dai due club per la riqualificazione di un’area non priva di problematiche, limitandone così il potenziale e, di conseguenza, un positivo impatto sociale e ambientale», si legge nella lettera.

Il Comitato considera più «equo e democratico che siano ascoltate anche le voci, sino ad oggi troppo trascurate, dei tanti che guardano al futuro più che al passato e che dicono con forza “SI”…! Più precisamente dopo la delibera della Giunta di Milano di venerdi 8 novembre, ci piacerebbe che i decisori politici rispondessero alle seguenti domande:

1 – Come è possibile conciliare la forte esigenza degli abitanti della zona (ma anche dell’intera città) di riqualificare l’area di San Siro se si obbliga a far coesistere in 90 mila mq due stadi di imponenti dimensioni a 100 metri di distanza l’uno dall’altro, che per di più sembrano insostenibili sia dal punto di vista viabilistico (parcheggi, traffico, …) che di quella ambientale (un altro edificio di cemento anziché spazi verdi)?

2 – In tema di rifunzionalizzazione del Meazza, la delibera della Giunta si è basata su un’analisi approfondita e indipendente di costi-benefici? Al di là di generiche ipotesi di possibili utilizzi, il Comune di Milano ha verificato l’esistenza di una domanda concreta per le funzioni di un Meazza mantenuto in vita?

3 – Quali sarebbero in concreto le “funzioni sportive” citate nella delibera che giustificherebbero la rifunzionalizzazione (costosa), il successivo mantenimento (a sua volta costo so) del Meazza e quindi in ultima analisi la sostenibilità economica e ambientale di questa decisione?

4 – Al di là dell’impatto fortemente negativo della coesistenza di due stadi per chi vive nel quartiere, chi pagherebbe i costi per la rifunzionalizzazione del Meazza e per il suo successivo mantenimento in vita?

5 – Se, alla luce dei vincoli posti dalla Giunta e della conseguente insostenibilità economica per i proponenti (la legge nazionale sugli stadi ha previsto il superamento dei limi ti volumetrici dei PGT in generale per incentivare la creazione di impianti sportivi all’avanguardia rendendone gli investimenti economicamente sostenibili) i club decidessero di andare da un’altra parte, cosa ne sarà dell’area? Dovremo rassegnarci a vivere ogni giorno in un’area priva di scopo, che come già avviene oggi nei giorni in cui non ci sono partite, viene usata come campo abusivo di gare di motociclette, con gravi disagi e seri problemi per la sicurezza nostra e dei nostri ragazzi?

6 – Già oggi San Siro è al centro di un’area desolata che, al di fuori delle partite di Milan e Inter, non svolge alcun ruolo di aggregazione sociale. Chi ci assicura che anche quest’area in caso che i due club decidessero di abbandonare questo stadio per costruirne uno nuovo in un’area limitrofa a Milano, non diventi ricettacolo di varia illegalità?

7 – Sentiamo tanto demonizzare il progetto complessivo per tutta l’area perché si configurerebbe come speculazione edilizia. Allora cosa dobbiamo pensare di Porta Nuova, oggi considerata una dei fiori all’occhiello della città a livello internazionale sorta sul degrado dell’area delle ex-Varesine? E’ stata anche quella una speculazione edilizia?

8 – Perché il Comune è dichiaratamente contrario alla creazione di spazi per nuovi servizi e attività commerciali? Lo sa il Comune che oggi i più vicini supermercati e farmacie sono mediamente a 1 km di distanza da case costringendoci ad usare la macchina la maggior parte delle volte?

9 – Perché mentre tutti inneggiano a un “new geen deal” passano invece del tutto sotto silenzio le avveniristiche caratteristiche di sostenibilità ambientale prospettate dal progetto dei due club?

10 – Alla luce di un SI del Comune al nuovo stadio che però sostanzialmente dice NO ad una più ampia riqualificazione del quartiere, qual è in concreto la visione alternativa del Comune per la rigenerazione urbana della nostra zona, oggi non priva di problematiche (ambientali, sicurezza, vivibilità?).

Firmato, Comitato Progetto San Siro».

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3 COMMENTI

  1. Domande sacrosante, da firmare e controfirmare. Forse troppo di buon senso per questo Paese…

    Soprattutto a me fanno sbellicare (piangere, in realtà) quelli che gridano alla speculazione e alla cementificazione per il progetto presentato, che prevede molte aree verdi e parchi, e poi invece accetterebbero tranquillamente di tenersi una spianata di asfalto con due stadi enormi a 50 metri uno dall’altro, di cui uno che rimarrebbe, anche alla vista, una pesantissima carcassa di cemento armato. Misteri italiani.
    Senza neanche parlare del come ristrutturarlo o “convertirlo”, con che soldi, con quali costi, gli effetti sulla sostenibilità economica dell’intero progetto per chi ci caccia i soldi, etc. Perchè tanto di tutto questo all’italiano medio, ed evidentemente pure al Comune , che je frega? “No sbekulazione”, “No cementifikazzione”, “San Siro nun se tocca”, bla bla bla!! E fu così che il “nuovo San Siro” si farà a…Sesto San Giovanni.

  2. Pienamente d’accordo con loro… E mi spiace per loro ma per la piega che ha preso sta storia, mi pare di capire che Milano resterà con San Siro e le società andranno altrove come loro temono.

    Costruire lo stadio nuovo e tenerci a fianco San Siro è un’ipotesi perdente sotto ogni punto di vista

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