(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Lo stadio Artemio Franchi non potrà rimanere la casa della Fiorentina. Come riporta “La Nazione”, in attesa dei documenti ufficiali già richiesti da Palazzo Vecchio al ministero per i Beni culturali e ambientali, il soprintendente Andrea Pessina ha ribadito ieri che quasi nulla dello storico impianto potrà essere demolito. A cominciare dalle curve, già nel mirino di Rocco Commisso.

«Sui monumenti si lavora per addizione, non per sottrazione: si può aggiungere qualcosa facendo in modo da non falsare il monumento. Abbiamo valutato l’ipotesi di realizzare delle curve interne, ma questa era un’ipotesi che non soddisfaceva le esigenze di Commisso perché non l’ha ritenuta sviluppabile: è una cosa finita lì», ha detto Pessina.

Il sovrintendente ha parlato in un’audizione con le commissioni cultura, sport e territorio del quartiere 2, alla quale ha partecipato anche l’assessore all’urbanistica del Comune di Firenze Cecilia Del Re. «Per il restauro del Franchi non escludo di poter chiedere fondi al ministro dei beni culturali Franceschini», ha aggiunto sottolineando la realtà monumentale dello stadio.

«La Fiorentina – ha spiegato invece l’assessore Del Re – ha portato in Sovrintendenza un progetto dell’architetto Casamonti che prevede la demolizione delle curve. Dopo aver avuto anche un’interlocuzione con i dirigenti del “Mibac” di fronte al no della Sovrintendenza sull’abbattimento delle curve, la Fiorentina è tornata sui propri passi andando a valutare ipotesi per la realizzazione di uno stadio nuovo».

Spazio quindi al progetto per l’area Mercafir, abbandonato dalla precedente proprietà viola nel 2012, e che dovrà portare alla realizzazione del nuovo impianto del club toscano. Quanto al Franchi, Palazzo Vecchio sta pensando a un concorso internazionale e a un percorso di partecipazione per reinventare le nuove funzioni che potranno trovare spazio nella struttura.

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1 COMMENTO

  1. Siamo alla frutta si salvi chi può da questo Paese. Stadi fatiscenti considerati opere architettoniche degne tutele è una vergogna che secondo me non ha pari al mondo. In questo modo non si fa altro che impedire investimenti che creerebbero migliaia di posti di lavoro, oltretutto impedendo di fatto la ristrutturazione si favorisce il consumo di suolo, complimenti.

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