(Photo by ADEM ALTAN/AFP via Getty Images)

L’inchiesta aperta dalla UEFA nei confronti della nazionale di calcio turca per i saluti militari dei giocatori a sostegno dell’offensiva di Ankara contro le milizie curde in Siria è «discriminatoria e ingiusta». Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo cui «è un diritto naturale dei nostri sportivi salutare i soldati dopo una vittoria».

«Gli sportivi che rappresentano il nostro Paese all’estero sono soggetti a una campagna di linciaggio dall’inizio dell’operazione» militare, ha aggiunto Erdogan e la UEFA ha mostrato un «approccio politico verso la nostra nazionale e i club», ha accusato il leader di Ankara in una conferenza stampa prima di partire per una visita in Ungheria.

Il riferimento è alla decisione del massimo organismo calcistico europeo di prendere provvedimenti per l’esultanza della nazionale turca durante le ultime gare valide per le qualificazioni a EURO 2020. Per il saluto militare con cui ha festeggiato il pareggio nella sfida di Parigi contro la Francia, è stata infatti aperta un’indagine nei confronti della squadra: l’ipotesi d’accusa è di «comportamento politico potenzialmente provocatorio».

La stessa cosa era avvenuta qualche giorno prima, dopo il gol decisivo segnato nel recupero della gara con l’Albania. Si trattò di un modo per manifestare solidarietà all’esercito impegnato nel Nord della Siria, come aveva spiegato da Parigi anche il milanista Calhanoglu: «Siamo al 100% con la nostra gente». Dopo l’incontro il ministro dello Sport francese Roxana Maranineanu aveva chiesto alla UEFA «sanzioni esemplari».

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