L'Italia con la tanto discussa maglia verde (Photo Andrea Staccioli/Insidefoto)

Basta una maglia per far discutere tutti, se è quella della Nazionale. Anche perché per una sera scompare l’azzurro e l’Italia di Mancini si veste di verde. Una divisa firmata Puma in omaggio al Rinascimento, una chiara metafora riferita al momento calcistico italiano che punta a tornare in alto dopo il periodo buio dell’era Ventura, con la mancata partecipazione ai Mondiali 2018. 

Il marketing fa così vestire Verratti e compagni di verde, una maglia che si affianca alle classiche divise azzurre e bianche e che magari verrà utilizzata in altre occasioni speciali. Quanto basta per scatenare un coro di polemiche elevatissimo, tanto da raggiungere fino gli uffici della Figc a Roma con una manifestazione. 

Una maglia che ha fatto scandalo, mentre tra i tifosi gli apprezzamenti non sono mancati. In fin dei conti, è proprio ai tifosi che si rivolge la Federcalcio con un’iniziativa di questo tipo, puntando sul marketing per provare a far salire anche i propri ricavi. Il bilancio chiuso al 31 dicembre 2018 ha visto la Figc avere ricavi per complessivi 160 milioni di euro, in leggero calo rispetto ai 162 milioni di euro del 2017: la mancata partecipazione ai Mondiali ha avuto effetto diretto, visto che negli anni pari (in cui la nazionale disputa solitamente i grandi tornei) i ricavi tendono a salire.

I ricavi da pubblicità e sponsor sono stati pari a 40,5 milioni, in calo dai 43,4 milioni del 2017 e soprattutto sono previsti ulteriormente in calo nel corso del 2019, visto che il budget preventivo parla di ricavi commerciali attesi per 36,9 milioni. 

Lì punta ad intervenire la Figc, allargando anche la platea di tifosi dal punto di vista merchandising. In fondo c’è da pareggiare il continuo calo dei contributi elargiti dal Coni, che nel 2018 ha versato 36,4 milioni contro i 39,8 milioni del 2017 e i 36,1 attesi nel corso del 2019.

maglia verde italia

Più che all’Italia, si guarda così all’estero, visto che è fuori dal nostro paese che vengono acquistati l’81% dei prodotti di merchandising legati alla nazionale: il primato spetta agli Usa (14%) seguito da Germania (9%) e Francia (8%). L’obiettivo è far salire le vendite, che nel 2017 ha visto “solo” 600mila prodotti circa venduti, con un record di prodotti venduti negli ultimi anni pari a 2 milioni nel 2010. E lo scandalo generato dal verde scelto da Figc e Puma non può che attirare l’attenzione dei tifosi, soprattutto all’estero. 

[ARTICOLO DI CALCIO E FINANZA PER IL FOGLIO SPORTIVO, 12 OTTOBRE 2019]

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