Stefano Pioli (Foto Image Sport / Insidefoto)

Ora è ufficiale: Stefano Pioli è il nuovo allenatore del Milan. Lo ha annunciato il club rossonero con un comunicato sul proprio sito ufficiale.

“AC Milan comunica di aver affidato la conduzione tecnica della Prima Squadra al Signor Stefano Pioli”, si legge nella nota.

“Nato a Parma il 20 ottobre 1965, Stefano Pioli ha avviato la sua carriera da allenatore nel 1999. Nel 2006 il debutto in Serie A con il Parma e successive esperienze professionali con altre società di Serie A come Chievo Verona, Palermo, Bologna, Lazio e Inter, prima di allenare la Fiorentina dal 2017. Stefano Pioli ora si unisce al Milan con un contratto biennale”.

“Il Club rivolge a Stefano e ai suoi collaboratori un caloroso benvenuto e auguri di buon lavoro”, conclude il Milan nel comunicato pubblicato sul sito.

Il nuovo tecnico rossonero, che sostituisce l’esonerato Marco Giampaolo, sarà presentato ufficialmente oggi alle 13 a Casa Milan.

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1 COMMENTO

  1. Forse il Club peggio gestito al mondo.
    Una situazione patrimoniale ed economica spaventose
    Nel 2017-18 aveva un patrimonio netto negativo.
    Ricavi operativi per 214 mln e 373 di costi totali, con un rapporto di copertura del 57% quando non si dovrebbe mai scendere sotto l’85% che è un punto limite.
    Ammortamenti per 103 mln (il Real Madrid ne ha per 121 mln con un fatturato netto più che triplo).
    Un costo del lavoro del 70%.

    La direzione tecnica è pure peggio. 10 Allenatori cambiati in 6 anni.
    Non ha speso poco il Milan in 6 anni. Ha speso più di tutti.
    Ha un saldo finanziario tra entrate e uscite – cioè gli investimenti netti delle campagne trasferimenti dal 2013 – di – 420 mln, molto più di Juventus e Inter, ma anche di Real Madrid o Liverpool.

    Nel 2013 il Milan era valutato sui 200 mln, ne hanno investiti 420 netti e vale oggi sui 500 mln, neanche il valore di quanto investito, quando il compito primario di un D.S. è la creazione di valore.

    Esonerano gli allenatori ma dovrebbero esonare buona parte dei Dirigenti, che sembrano più adatti a dirigere – al meglio – una tabaccheria.

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