«Immaginate di entrare in un supermercato con pareti e scaffali gialli, immaginate poi di posizionare su quelle mensole dei prodotti da vendere. Qual è l’unico colore che evitereste per la confezione o il packaging dei prodotti che volete vendere?».

E’ questa la domanda che si pone Luciano Nardi, pubblicitario italiano riconosciuto a livello internazionale (Leone d’Oro a Cannes), e nella cui risposta risiede il parere degli esperti di marketing e comunicazione rispetto alla maglia verde della Nazionale che indosserà nella partita contro la Grecia.

«La maglia verde, così come tutti i colori tenui, come grigio o il nero di notte, sono decisamente meno percepibili alla vista dei giocatori in campo, che devono individuarsi e ritrovarsi sul campo di gioco, verde, in occhiate di frazioni di secondo. La maglia verde, lo dico con certezza, penalizzerà di molto il gioco dei giocatori di Mancini, che faranno molta più fatica a “trovarsi” sul prato di gioco», ha spiegato l’esperto di comunicazione.

«Meglio l’azzurro, il bianco o piuttosto il rosso, che fa pur sempre parte del tricolore – spiega il pubblicitario Nardi –. Colori come verde e grigio sono semmai perfetti per il portiere che essendo meno visibile dà meno punti di riferimento agli attaccanti avversari».

«Tutto ciò non è solo un mio parere ma è codificato in una vastissima letteratura», ha aggiunto l’esperto. Senza scomodare il guru Vance Packard che già negli anni ’50 nel suo libro “I persuasori occulti” teorizzava questo. «Molto più semplicemente ci si potrebbe rifare a Dino Zoff – ricorda Luciano Nardi – che, se ben ricordo, prediligeva appunto una maglia grigia o verde tenue per i motivi che ho appena spiegato».

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