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Lo stadio San Siro ( Foto Daniel Chesterton / PHCImages / Panoramic / Insidefoto)

San Siro demolizione Beni culturali – Continua il dibattito attorno al progetto di Inter e Milan per il nuovo stadio, che dovrebbe sorgere nell’area di San Siro. Aspettando che il Comune di Milano decida sulla dichiarazione di pubblico interesse sul progetto rossonerazzurro, adesso scende in campo anche la soprintendenza. Una nuova, importante voce che spinge per la ristrutturazione del “Meazza”.

«La demolizione non è l’unica opzione per il Meazza: lo stadio è un’icona dello sport, valutate ipotesi alternative come l’adeguamento e la trasformazione dell’impianto»: è questo – scrive “La Gazzetta dello Sport” – il testo di un parere firmato dalla responsabile milanese dei Beni culturali, Antonella Ranaldi, e inviato al Comune.

Una presa di posizione non di poco conto, che fa seguito alla richiesta bipartisan arrivata dai consiglieri comunali di una nuova perizia, realizzata da terzi, per valutare i costi e i tempi per la ristrutturazione del Meazza. Quest’ultima esigenza di Palazzo Marino era venuta fuori anche dopo la presentazione pubblica dei due progetti del nuovo stadio, motivo per cui molto difficilmente sarà rispettata la scadenza naturale del 10 ottobre per dare o rifiutare il pubblico interesse.

«Il parere dei Beni culturali è inaspettato e bisogna riflettere. Mi pare che la consapevolezza delle squadreèche sia impossibile ristrutturare San Siro. Ma non è una consapevolezza che è stata diffusa e spiegata ai cittadini, serve una perizia sul Meazza», ha spiegato Beppe Sala, sindaco di Milano.

La posizione di Inter e Milan è chiara oramai da tempo. Appurato che ristrutturare San Siro costa troppo, non darebbe i risultati sperati e porterebbe le squadre ad emigrare per troppo tempo, i club sono andati avanti speditissimi verso il nuovo stadio. E ora attendono il sì sul pubblico interesse, obbligatorio per arrivare alla decisione sui progetti ancora in corsa, “La Cattedrale” di Populous o “Gli anelli di Milano”, di Manica-Sportium.

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6 COMMENTI

  1. Fino a quando l’inter non restituira’ lo scudetto del 2006 penso che trovera’ sulla sua strada molti burocrati juventini. Normale che sia cisi’, la dea del calcio eupalla qualcosa ti da’ e qualcosa ti toglie.

  2. Ho ampiamente previsto il parere negativo della soprintendenza alla demolizione del Meazza come potete leggere nei vecchi articoli di 3-4 mesi fa. È lo stesso motivo per cui il Flaminio è ridotto a uno scenario post atomico. Una eventuale ristrutturazione pesante del Meazza infatti dovrà sottostare alle rigide direttive e dettami della stessa soprintendenza facendo lievitare costi e tempi, rendendo difatti il progetto incompatibile con gli interessi di chi vuole investire e creare migliaia di posti di lavoro. Se le due squadre milanesi come spero che facciano costruiranno lo stadio in un altro comune, San Siro sarà ridotto come il Flaminio di Roma.

  3. Piero purtroppo avevi proprio ragione.
    Questi si sono bevuti il cervello. La decisione della soprintendenza dovrebbe “spingere alla ristrutturazione del Meazza”? Ma questi signori hanno capito che in caso si impedisca il nuovo progetto, i due club prendono e se ne vanno a Sesto?? L’alternativa è tra fare il nuovo Stadio a San Siro o fare il nuovo Stadio a Sesto. Tertium non datur.
    E a quel punto chi lo ristruttura il Meazza?? Il Comune?? Coi soldi pubblici?? E poi ristrutturare cosa, uno stadio dove non giocherebbe più nessuno?? Ma si rendono conto che ci ritroveremo una mega struttura abbandonata e fatiscente?? Roba da terzo mondo.
    O magari, ancora peggio, pensano di costringere con qualche magheggio strano due società private come Inter e Milan a restare contro la loro volontà??
    Solo in Italia.

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