La Champions League (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

Le polemiche seguite al mancato ricorso al Var da parte dell’arbitro sloveno Skomina nella sfida del Camp Nou tra Barcellona e Inter per un mancato rigore a favore dei nerazzurri sullo 0-1 hanno riacceso il dibattito tra i club e la Uefa sull’utilizzo della “moviola in campo” nelle partite di Champions League.

Secondo quanto riportato da Repubblica, l’amministratore delegato dell’Inter, Beppe Marotta, avrebbe recapitato un messaggio informale a Nyon per ottenere un equo trattamento da parte dei direttori di gara. Messaggio che potrebbe raggiungere un obiettivo condiviso da molte società: rivedere i criteri del Var, utilizzato meno in Europa rispetto alla Serie A.

Tra alcuni club europei, sottolinea Repubblica, c’è l’ idea di presentare all’Eca, l’associazione presieduta da Andrea Agnelli, un compromesso regolamentare per le Champions a venire: garantire a ogni squadra il bonus di una chiamata per tempo. Una sorta di “challenge” come avviene già ora nel tennis.

La ratio alla base della richiesta sarebbe quella di cancellare i dubbi legati ad episodi simili. Se Skomina fosse stato indotto dal Var, l’olandese Makkelie, al controllo video, non è detto che avrebbe giudicato da rigore il contrasto tra Arthur e Sensi. Ma avrebbe cancellato i dubbi ambientali di cui sopra.

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1 COMMENTO

  1. Stiamo scherzando ? L’ unico rigore non dato in barcellona inter e’ il fallo di asamoah, quando e’ stato poi fischiato un fuorigioco inesistente.

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