Lorenzo Pellegrini (Photo Antonietta Baldassarre/ Insidefoto)

“Non mi sento uno dei 3 centrocampisti più forti in Italia in questo momento. C’è tempo. Mi manca esperienza, quella è fondamentale per un calciatore”. Così il talento romanista Lorenzo Pellegrini in un’intervista esclusiva a Dazn (clicca qui per iniziare il mese gratuito) in vista di Lecce-Roma in programma domenica alle 15.

Sul gol di tacco nel derby: “Quando feci il gol di tacco nel derby, per me era un periodo difficile. Tanti dicono sia stato il mio punto di sblocco ma io non la penso così: è stato il punto di sblocco per chi mi guardava ed ha incominciato ad apprezzarmi, mentre io, al di là delle critiche, non mi sono mai fermato. Quest’anno sono più libero perché sono cresciuto mentalmente. Da me ci si aspetta tanto e mi piace avere responsabilità: tira fuori il meglio di me”.

Sul suo ruolo: “Mi piace molto fare il trequartista perché posso fare quello che voglio, stando comunque dentro alcuni limiti tattici. Però anche il mediano, per come gioca il mister, mi piace. Fondamentalmente, voglio toccare tanto il pallone, è per questo che gioco a calcio. Oggi non esistono più ruoli predefiniti. La bellezza di un giocatore viene dal saper fare un po’ tutto. Io cerco di ascoltare. Quando ho saputo di dover fare l’esterno, in Nazionale, ho provato a spiare i miei compagni che giocano in quel ruolo per copiarli. Rubare con gli occhi è la mia qualità, mi piace farlo”.

Su Totti e la maglia n. 10: “Mai parlato della 10 con Totti. Per me è un amico: posso contare su di lui nelle difficoltà, siamo molto schietti e questo ci aiuta ad avere un bel rapporto. Lui è una leggenda e quando crescevo era già Francesco Totti. Il 7 per me è importante, perché era di Bruno Conti. Se Totti viene da me tra 5 anni e mi dà in mano la 10? Non si rifiutano le proposte di Francesco… Ma chissà: il futuro è bello perché non lo conosciamo”.

Su De Rossi: “De Rossi lo sento sempre. Ci manca tanto, glielo dico tutte le volte. Ha fatto una scelta da Daniele: mai banale, che gli fa onore”.

 

Su Fonseca: “La pressione di Roma la vivo serenamente. Nella vita scelgo sempre quello che mi fa stare bene. Fonseca in questo aiuta: sa che per rendere al massimo, ci dobbiamo divertire. Lavoriamo tanto ma ci divertiamo sempre e quindi non facciamo fatica. Ci fa stare bene. È uno tranquillo ma super determinato. Ci spiega le cose tranquillamente ma se non giochiamo bene si incazza. A fine primo tempo col Sassuolo, sul 4-0 per noi, non voleva che abbassassimo la guardia”.

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