Cristiano Ronaldo e Nikola Maksimovic in Napoli-Juventus (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Non saranno acquistabili dai residenti in Campania i biglietti di Juventus-Napoli, big match della seconda giornata di campionato. Lo ha stabilito il Gruppo Operativo di Sicurezza (GOS), che si è riunito oggi per definire le modalità di vendita dei tagliandi. Lo rende noto, sul proprio sito, la Juventus, criticata per avere anticipato nei giorni scorsi il divieto. Tra le disposizioni non compare invece il divieto di vendita ai nati in Campania, che invece veniva annunciato nelle disposizioni rese note dalla Juve prima della riunione odierna del Gos

A scatenare la polemica la comunicazione, da parte della Juventus, del divieto di vendita dei tagliandi per chi è nato in Campania. Un divieto che aveva fatto scattare un botta e risposta tra la Juventus e la Questura di Torino sulle modalità di vendita dei biglietti di Juventus-Napoli, in programma all’Allianz Stadium il 31 agosto. La restrizione, sostiene la Questura di Torino, che non ha mai concordato. E che non intende condividere. Ma in una successiva nota, il club precisa di averlo fatto “in data 4 agosto alle ore 16”. E aggiunge che “le modalità di vendita potrebbero subire variazioni, anche sostanziali”.

Immediata era stata la reazione anche del Comune di Napoli, tramite le parole di Flavia Sorrentina, delegata all’Autonomia della Città di Napoli. “La notizia da parte della società calcistica juventina di vietare la vendita dei tagliandi per la partita Juve – Napoli, in programma sabato 31 agosto, a chi è nato in Campania ha tutta l’aria di essere una scelta di discriminazione territoriale e sociale. È molto grave che una società sportiva selezioni il pubblico pagante sulla scorta di un fattore arbitrario legato al luogo di nascita”.

“Il comunicato diramato dalla Questura di Torino in cui si afferma che la scelta non è stata nè concordata nè condivisa è un ulteriore elemento che fa riflettere sulle motivazioni che sono alla base di tale decisione. Essere nati a Napoli, essere cittadini campani non è un marchio di disonore né un elemento per cui prendere provvedimenti restrittivi. A meno che non si voglia sdoganare definitivamente o dare liceità ad un messaggio razzista che ha l’intento di colpire i meridionali che vivono e lavorano a Torino”.

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