Cristiano Ronaldo in azione nel corso di Juventus Napoli (Foto OnePlusNine / Insidefoto)
Cristiano Ronaldo in azione nel corso di Juventus Napoli (Foto OnePlusNine / Insidefoto)

Botta e risposta tra la Juventus e la Questura di Torino sui biglietti per la sfida con il Napoli. Per la gara del prossimo 31 agosto allo Stadium i tagliandi sono già in vendita e, secondo quanto reso noto dalla società bianconera, è vietata la vendita ai residenti nella regione Campania e ai nati nella regione Campania.

Una notizia su cui è intervenuta in mattinata la Questura di Torino, con un comunicato:”Con riferimento alla notizia apparsa oggi su alcuni organi di stampa, secondo la quale la Questura di Torino avrebbe concordato il divieto di vendita dei tagliandi per la partita Juve – Napoli a chi è nato in Campania, si comunica ufficialmente che tale notizia è del tutto destituita di ogni fondamento. La Questura di Torino non ha mai concordato tale decisione con la società sportiva né intende condividerla”, si legge nella nota.

Un comunicato a cui è seguita la risposta della Juventus: “Juventus Football Club precisa che le restrizioni di vendita dei biglietti per la partita Juventus-Napoli del 31 agosto, pubblicate sul sito della società nella mattinata di ieri, sono state comunicate, tramite Posta Elettronica Certificata, agli uffici competenti in data 4 agosto alle ore 16”, spiega il club.

“Le modalità di vendita dei tagliandi potrebbero subire variazioni, anche sostanziali, solamente a seguito delle determinazioni dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che non si è ancora riunito”, conclude la società bianconera nella nota.

Sul tema è intervenuto anche il Comune di Napoli. “La notizia da parte della società calcistica juventina di vietare la vendita dei tagliandi per la partita Juve – Napoli, in programma sabato 31 agosto, a chi è nato in Campania ha tutta l’aria di essere una scelta di discriminazione territoriale e sociale. È molto grave che una società sportiva selezioni il pubblico pagante sulla scorta di un fattore arbitrario legato al luogo di nascita”: è affidata alla delegata all’Autonomia della Città, Flavia Sorrentino, la reazione del Comune alle notizie provenienti da Torino.

 

“Il comunicato diramato dalla Questura di Torino in cui si afferma che la scelta non è stata nè concordata nè condivisa è un ulteriore elemento che fa riflettere sulle motivazioni che sono alla base di tale decisione. Essere nati a Napoli, essere cittadini campani non è un marchio di disonore né un elemento per cui prendere provvedimenti restrittivi. A meno che non si voglia sdoganare definitivamente o dare liceità ad un messaggio razzista che ha l’intento di colpire i meridionali che vivono e lavorano a Torino”.

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