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Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero (Insidefoto.com)

«Basta, è ora di fare chiarezza: rendano nota l’offerta…». Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, puntualizza con una lunga dichiarazione all’ANSA la situazione della trattativa per la cessione del club blucerchiato.

«Confermo che il socio Holding Max ha espresso la volontà di cedere la società senza se senza ma, – spiega Ferrero – ma al contempo sottolineo che, fin dall’inizio delle trattative, la richiesta in termini economici non è mai cambiata. La verità è semmai che altri pensano di ottenere un prezzo diverso, non rappresentativi del vero valore della squadra, attivando meccanismi dannosi (notizie non vere diffuse quotidianamente, contestazioni da parte dei tifosi sobillati ad arte, ed altre pressioni ‘collaterali’) delle quali per buon gusto, per ora, non faremo menzione».

«Questa situazione sta mettendo in imbarazzo tutta la dirigenza – aggiunge il presidente della Samp -, che con l’avvicinarsi dell’inizio del campionato, non può liberamente operare, visti i normali vincoli legati ad un meccanismo di cessione. Per questo dico basta, ed invito la controparte a rendere pubblica l’offerta, in modo che tutto sia chiaro e trasparente. Cosi anche la tifoseria potrà capire meglio. Capire chi sta facendo cosa e chi sta aiutando chi e cosa, anticipando che le notizie sin qui diffuse non sono in alcun modo rappresentative di una realtà né contrattuale, né fattuale. E’ altrettanto chiaro che nessun meccanismo discriminatorio potrà indurre Holding Max a modificare la richiesta, ponderata, corretta e soprattutto conosciuta fin dal primo giorno».

Ferrero ribadisce che, durante gli anni della sua presidenza, «si è lavorato incessantemente, con l’anima e con il cuore di tutti, affinché questa società avesse una stabilità ed una reputazione nel panorama calcistico italiano ed estero; sono state fatte cose importanti, raggiunti traguardi che vanno riconosciuti. Quindi invito ancora una volta tutti gli attori di queste offerte (in quanto ad oggi tali sono, non trattative), nell’interesse della società, a rendere pubblica la volontà di acquisto, a dichiarare le vere condizioni e prezzi, a sostanziare le proprie disponibilità e fondi (finora non palesi essendo gli offerenti, di fatto, mere “scatole”) dando una accelerata definitiva, adesso o mai più».

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