Matteo Mammì (foto Imagoeconomica)

«La nostra proposta è la dimostrazione che riteniamo che il progetto sia talmente valido da assicurare più ricavi alla Lega. Anche perché si tratta di un canale non esclusivo, aperto cioè a tutti gli operatori e a tutte le piattaforme tecnologiche. Una formula che ha dimostrato di essere in grado di ampliare la base di clienti».

Così Matteo Mammì, Senior Advisor di Mediapro in Italia, parlando con Il Sole 24 Ore, è tornato sulla proposta presentata dal gruppo spagnolo alla Lega di Serie A nei giorni scorsi.

Attualmente la Serie A ottiene dalla vendita dei diritti tv in Italia 973 milioni più bonus, assicurati per il triennio 2018-2021 da Sky e Dazn. Una soglia che Mediapro intende superare grazie alla propria offerta, che sarà votata nell’assemblea di Lega di domani.

Un’offerta più dettagliata sotto il profilo delle garanzie finanziarie, un minimo garantito alzato a 1.150 milioni a stagione (ai quali vanno aggiunti 55 milioni per i diritti d’archivio e 78 milioni per i costi di produzione) per il triennio 2021-24, la conferma della cosiddetta revenue sharing e una revisione delle clausole di breakup fee.

Nel progetto del canale televisivo Mediapro svolge la funzione di partner tecnico e commerciale, mentre tutta la responsabilità “editoriale“, dalla programmazione alla definizione palinsesti resta in carico alla Lega.

Tra le novità dell’offerta c’è anche la revisione della breakup fee. Nel caso la Lega decidesse in una fase successiva di non procedere nella realizzazione del canale televisivo dovrebbe versare a Mediapro un importo di 30 milioni di euro per tre anni e non sei come nella precedente versione.

«Resta l’opzione per la Lega – aggiunge Mammì – di aprire in autunno un bando e verificare se ci sono le condizioni di mercato per ottenere una valorizzazione più elevata dei diritti».

Sempre nella proposta al vaglio dell’assemblea di domani della Lega è prevista anche la cosiddetta revenue sharing. In sostanza, una volta superato il livello di incassi (i 1.150 milioni più i costi operativi e i diritti di archivio) è previsto un meccanismo di distribuzione dei ricavi aggiuntivi che dopo una certa soglia premia la Lega.

In particolare per ii primi 100 milioni di euro aggiuntivi la ripartizione è articolata con il 75% a Mediapro e il 25% alla Lega, mentre per tutti gli importi successivi la proporzione è ribaltata, con il 75% alla Lega e il 25% a Mediapro.

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