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I giocatri dell'Ajax festeggiano la vittoria contro la Juve (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

«Sembra un po’ ingiusto che raggiungere la semifinale della UEFA Champions League della scorsa stagione e vincere campionato e coppa d’Olanda valga meno (in termini di accesso per la Champions League) che finire quarto in uno dei quattro migliori campionati». Edwin van der Sar, ad dell’Ajax, interviene così in un’intervista all’Eca sul tema Champions League, con l’Ajax che ripartirà dai preliminari dopo aver raggiunto la semifinale l’anno scorso.

«I club leader delle leghe di medie dimensioni, come il Celtic, il Copenaghen o l’Ajax, non dovrebbero essere esclusivamente dipendenti dalla posizione della loro leghe nel Ranking Uefa, ma anche essere premiati per la propria prestazione sia a livello nazionale che nelle competizioni europee per club».

Van der Sar ha poi spiegato la filosofia del club olandese sui giovani: «È la nostra ancora di salvezza. Generalmente, parte della storia del nostro Paese. Siamo un piccolo puntino in questo pianeta, perciò dobbiamo essere innovativi e creativi. Abbiamo un Paese con molti ragazzi che giocano a calcio, in una struttura ben organizzata. C’è tanto talento in giro e vogliamo avere questi ragazzi a bordo il prima possibile», ha concluso van der Sar.

«L’obiettivo dell’Ajax è sviluppare questi talenti fino a farli diventare dei campioni, come Cruijff, Bergkamp, Seedorf e recentemente De Jong e De Ligt. L’Ajax è in parte dipendente dai giocatori provenienti dalle giovanili. Quando non ha l’opportunità di acquistare le stelle affermate, devi essere sveglio e fare in modo di arrivare al top in modo differente. Perciò lavoriamo duro per aiutare i giocatori a migliorarsi. L’obiettivo è lo stesso per tutti: prepararli per la prima squadra, preferibilmente con uno status internazionale».

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