Spal stadio sequestro curva
Una veduta dello stadio Paolo Mazza di Ferrara ( Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Spal stadio sequestro curva. Non sembra esserci pace per la Spal, a poche settimane dall’inizio del campionato. L’inchiesta di Procura e Guardia di fFnanza di Ferrara sullo stadio Paolo Mazza, ha ora risvolti più ampi e si allarga alla curva Ovest: le fiamme gialle hanno infatti eseguito un altro sequestro, su ordine della Procura, per poter svolgere indagini tecniche e verificare presunte anomalie strutturali relative all’intervento del 2018.

In base a quanto pensato gli inquirenti, i lavori erano stati attestati come conformi al progetto e che rispettavano la normativa antisismica attraverso l’emissione di certificati di collaudo, di cui, tuttavia, è stata ipotizzata la falsità.

Sulla curva ovest sarebbero emerse le stesse criticità già registrate per la curva est e la gradinata nord, ancora sotto sequestro. Le perizie cominceranno giovedì e proseguiranno fino all’inizio della prossima. La procura sta lavorando per concludere tutto entro fine mese e poi valutare il dissequestro.

La ristrutturazione dell’impianto era stata decisa non appena era arrivata la permanenza della squadra in Serie A: questo ha infatti messo in evidenza la necessità di ampliare lo stadio sino a 16.000 posti. Dopo alcuni mesi dall’ultimazione dei lavori, una delle imprese sub-appaltatrici coinvolta nell’esecuzione delle opere (la Parizzi), ha inviato a Spal, Prefettura, Questura, Coni e Comune di Ferrara, una diffida all’utilizzo delle strutture poiché vi erano, in ipotesi, criticità nelle procedure di montaggio tali da esporre gli spettatori a pericoli reali e sussistenti.

Secondo le nuove valutazioni del consulente tecnico della Procura, l’ingegnere Carlo Pellegrino, sono state evidenziate le stesse criticità quali l’abbassamento massimo rilevato al collaudo a seguito delle prove di carico e l’abbassamento residuo allo scarico che risultano superiori rispetto a quelli teoricamente previsti da progetto. I reati ipotizzati, a vario titolo, nei confronti di altre quattro persone indagate, titolari delle imprese esecutrici dei lavori, della direzione lavori e del collaudatore, sono il falso ideologico e la frode in pubbliche forniture.

La Spal e il Comune di Ferrara, anche in questo caso, sono parti lese.

 

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