Milan Boban
Zvonimir Boban, attuale vicesegretario generale della FIFA (Foto: Daniele Buffa / Image Sport / Insidefoto)

E’ iniziato ufficialmente oggi con il raduno a Milanello il nuovo corso del Milan targato Marco Giampaolo, che punta a ripartire nonostante la rinuncia all’Europa League. Poco prima del primo allenamento stagionale Zvonimir Boban, nuovo Chief Football Officer della società di Via Aldo Rossi, ne ha approfittato per incontrare informalmente i giornalisti e fare il punto su quello che dovremmo aspettarci nelle prossime settimane.

Come già fatto ieri in occasione della presentazione del tecnico, il dirigente ha sottolineato come le ambizioni della società siano davvero importanti: “Non è un caso che si dica che il Milan è il Milan. Noi tutti abbiamo nel cuore di fare quello che già si sta facendo, dopo la sfortunata vendita del club qualche anno fa. Ora c’è una stabilità certa con la proprietà attuale. Si parla tanto di una società non ambiziosa, ma non è vero. Il Milan non può non essere ambizioso. Purtroppo ci sono delle restrizioni, dei prezzi da pagare. Sta a noi essere bravi e far sì che questo tempo passi veloce. Sta a noi dimostrare le capacità per poter far tornare il Milan a competere sui livelli più alti. Ce la metteremo tutta. Non ho problemi nel fallire, il problema sarebbe non provarci. Qua al Milan, soprattutto. Credo ci sentiamo un po’ tutti. A parte Paolo, ci conosceremo meglio un po’ con tutti. Io con Ivan (Gazidis, ndr) ci siamo incontrati tre anni nei diversi forum. Siamo anche stati da schieramenti opposti, però c’è sempre stato un grande rispetto e un bel rapporto. Faremo di tutto per dare una mano alla squadra e al nuovo allenatore per far sì che faccia bene”.

Boban non può che considerare il Milan la sua casa: qui ha infatti giocato per dieci anni dando prova di un talento sopraffino in campo, mentre ora dovrà dimostrare di avere le stesse capacità anche fuori. Scegliere di ritornare con un ruolo così importante è stato quindi piuttosto naturale: “Paolo mi ha chiamato perché aveva bisogno di supporto, ho parlato così con la proprietà e con Ivan Gazidis. Dal primo momento ho capito che avrei potuto solo dire sì. C’era già stata una chiamata per me un anno fa, ma allora con il Mondiale in programma non sarebbe stato il momento giusto. E’ una scelta di cuore e di vita, la la sfida sportiva più grande per me”.

Le idee sono chiarissime, a partire dalla scelta dell’allenatore su cui tutti sono stati concordi: “Giampaolo è uno dei pochi che ha le idee chiare sulla sua squadra, si muove sempre bene. Ora gli allenatori, anche nei grandi club, sono più gestori degli spazi. Deve esserci una crescita nel tempo, ma il Milan deve innanzitutto puntare ad avere maggiore qualità. I giocatori devono essere giusti e funzionali per il gioco che si vuole proporre, noi cercheremo di dare il massimo della qualità per i profili che ci ha chiesto”.

Un accenno anche al mercato e a due nomi che sono stati accostati al rossonero, Veretout e Bennacer. Su questo però Boban non si sbilancia: “Sono buoni giocatori. Non posso sbilanciarmi, è più un lavoro di Paolo. Io faccio un po’ il playmaker, passo il tempo sia con lui che con Ivan. Lavoriamo bene. Ricky (Massara, ndr) e Paolo sono più sul mercato”.

Non poteva mancare un accenno alla situazione Donnarumma, uno dei pochi della rosa che, in caso di cessione, porterebbe una piena plusvalenza. Proprio ieri Maldini ha ribadito la volontà di continuare ad averlo tra i pali, mentre Boban sembra essere più sibillino: “Siamo felici di avere il miglior talento in porta, per ora è così, la situazione poi potrebbe cambiare, ma non è detto che cambierà. Così tradurrei le parole di Paolo”.