Tommaso Ghirardi (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Il 2 luglio 2019 si è concluso il processo civile instaurato contro la Dastraso Holding e contro il dominus della stessa (il noto petroliere albanese Rezart Taci) da parte di alcuni esponenti della precedente gestione targata Tommaso Ghirardi, secondo quanto riportato dall’AGI.

La Dastraso Holding nel dicembre 2014 aveva acquistato il ParmaCalcio, impegnandosi verso i venditori a versare quanto necessario per proseguire l’attività. Impegno che non è stato poi mantenuto, come ha stabilito la sentenza. Il Tribunale di Milano, investito della questione, pur rigettando le domande dirette verso Rezart Taci, in quanto personalmente non parte del contratto di acquisto del Parma Calcio ha chiarito i contorni della vicenda.

Per il Tribunale il Parma Calcio è stato venduto a seguito di verifiche effettuate dall’allora Presidente Tommaso Ghirardi circa le disponibilità economiche e la (apparente) serietà del futuro acquirente (petroliere albanese a capo di una società con oltre 1.500 dipendenti e un fatturato annuo di circa 1,5 miliardi di euro).

L’acquirente Dastraso Holding non ha onorato nessuno degli impegni presi. Sul punto la sentenza argomenta che a seguito del fallimento Parma Calcio è diventata definitivamente impossibile la soddisfazione dell’interesse a cui miravano i venditori, cioè fare in modo che la Dastraso Holding assumesse l’impegno di mantenere la continuità aziendale del gruppo, e che ciò è avvenuto “per evidente fatto e colpa di Dastraso che, per quanto risulta agli atti, non si è minimamente attivata per l’adempimento”.

 

Non solo. Per i giudici milanesi a capo della catena di controllo societario di Dastraso Holding c’era il Rezart Taci, come certificato anche dal Notaio che ha redatto l’atto di vendita del Parma Calcio e che ha proceduto alla sua identificazione quale titolare effettivo che ha agito come amministratore di fatto, compiendo anche importanti atti gestori del Parma Calcio.

Dastraso Holding è quindi stata condannata a liberare la vecchia gestione, tra cui Tommaso Ghirardi, da tutte le fideiussioni prestate, ed oggi in buona parte regolarmente saldate, per molti milioni di euro a garanzia delle linee di credito del Parma Calcio.

“Per me è una piccola soddisfazione perché il Tribunale ha fatto luce sul mio percorso. Voglio augurarmi quindi che da ora in avnti il mio nome non venga più accostato a quello di Manenti e soprattutto che sia chiaro a tutti come il sottoscritto abbia trattato solo con Taci: il Parma non è stato abbandonato nelle mani di Manenti dal sottoscritto e ora lo dice una sentenza”. Così Tommaso Ghirardi a Il Giornale di Brescia ha commentato la sentenza. Ghirardi è stato tuttavia rinviato a giudizio lo scorso febbraio con l’accusa di bancarotta fraudolenta aggravata, bancarotta documentale, truffa e accesso abusivo al credito.

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