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Roger Federer (foto Andrea Staccioli e Antonietta Baldassarre Insidefoto)

Wimbledon, il più importante torneo di tennis al mondo, diventa ancora più ricco. Una notizia importante per chi parteciperà al torneo, considerati anche gli importanti investimenti sostenuti dai tennisti professionisti per prepararsi adeguatamente (clicca qui per conoscere quanto spendono i tennisti).

La prossima edizione, che si giocherà all’All England Croquet Club dall’1 al 14 luglio, vedrà infatti il montepremi crescere di quasi il 12%, a circa 44 milioni di euro, pari a circa 49 milioni di dollari (+11,8% rispetto allo scorso anno).

Nel dettaglio, ai vincitori del tabellone del singolare maschile e femminile andranno circa 2,7 milioni di euro. I perdenti del primo round si vedranno corrispondere il 15% in più di un anno fa: 45.000 sterline (poco più di 52 mila euro).

 

Il montepremi di Wimbledon ha superato così i 44 milioni di dollari degli Australian Open, ma resta tuttavia alle spalle dei 53 milioni per gli Us Open: il Roland Garros, invece, si piazza in terza posizione, con un montepremi per il 2019 in crescita del’8% a 48 milioni di dollari (42,6 milioni di euro).

Oltre alle novità economiche, gli organizzatori hanno annunciato un “altamente probabile” cambio della regola anche per il servizio, con l’introduzione di un orologio visibile per la battuta. L’amministratore delegato del torneo, Richard Lewis, ha comunque tenuto a precisare che l’eventuale nuova disposizione “non sarebbe un cambio di regole (già oggi sono previsti 25 secondi per la battuta, ndr), ma solo un dispositivo visibile sul campo per gestire la norma.

Inoltre, tra le altre novità la presenza anche sul campo numero 1 (e non solo sul centrale) del tetto retrattile, con capienza che salirà a 12.345 spettatori. Dal punto di vista sportivo, la novità sarà invece il tiebreak sul 12-12 nel set decisivo, che porta tutti e quattro gli Slam ad avere un format differente per l’ultimo set: gli Australian Open hanno introdotto un tiebreak a 10 sul 6-6 nel quinto, gli Us Open un tiebreak a 7 sempre sul 6-6, mentre al Roland Garros rimane in vigore la norma classica per il set decisivo.  “Riteniamo che il 12-12 sia una buona via di mezzo”, ha dichiarato il presidente dell’All England Club Philip Brook. “Abbiamo ritenuto che far giocare un tiebreak a 6-6 nel terzo set fosse troppo presto, daremo ai giocatori un po’ più di tempo per vedere se l’uno o l’altro può vincere”.

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