(Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Baldissoni risponde a Totti – La conferenza di Francesco Totti andata in scena nella giornata di ieri, attraverso la quale l’ex capitano della Roma ha annunciato le proprie dimissioni, ha lasciato strascichi inevitabili in casa giallorossa. Dopo la risposta della società, anche il vicepresidente del club Mauro Baldissoni ha voluto dire la sua.

Intervistato da Sky, a proposito delle dichiarazioni di Totti, Baldissoni ha detto: «Credo sia da fare una considerazione su quello che è il passaggio che tutti i grandi calciatori devono fare cambiando ruolo, un percorso non semplice e lungo. Francesco è il più grande calciatore italiano e non gli abbiamo mai messo fretta, anche lui ha detto che ha faticato a calarsi nella nuova posizione. Pochi mesi fa la dirigenza gli ha proposto il ruolo di direttore tecnico e lui non ha risposto fino a ieri. Siamo dispiaciuti per le sue parole».

A proposito del concetto di “deromanizzazione” del club, Baldissoni ha spiegato: «La sua proposta di Ranieri è stata accolta e anche il tentativo di convincere Conte è stato seguito dal club. Se altre indicazioni sono state ignorate non lo so ma può succedere. La deromanizzazione? I fatti sono diversi, Totti ha avuto 2 contratti da giocatore e uno da dirigente, De Rossi ha rinnovato con noi e poi abbiamo fatto una scelta tecnica su di lui. Abbiamo riportato a casa Florenzi e Pellegrini, coinvolgendo leggende del club in altre iniziative: vogliamo privilegiare chi ha dato tanto per questa maglia e non abbiamo mai voluto allontanare Totti».

Totti inoltre ha lamentato distanza e una mancanza di dialogo con Pallotta: «Champions League ed Europa League – ha spiegato Baldissoni – sono stati vinti da Liverpool e Chelsea, che hanno i presidenti lontani. Il presidente lo invitò a passare tempo negli Stati Uniti, mi rendo conto che ci siano difficoltà linguistiche. Con me Totti ha sempre avuto un rapporto corretto. Vendita della Roma? Il presidente è stato chiaro ed è ambizioso: i fatti dicono che questa proprietà ha investito, ha ereditato una società in condizioni particolari ottenendo risultati abbastanza buoni. Senza lo stadio sarà impossibile sfidare la Juventus, se alla lunga Pallotta vedrà che non si potrà fare potrebbe lasciare».

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