Cairo spostamento data derby Juventus-Torino
Il presidente di RCS MediaGroup e del Torino, Urbano Cairo (Insidefoto.com)

La Serie A si è schierata contro la proposta di riforma della Champions League ipotizzata da UEFA ed ECA. A tal proposito, come accaduto per altri campionati europei, sarà emanato un comunicato che sottolineerà la contrarietà della maggior parte dei club del massimo campionato italiano alla riforma così come è stata presentata.

Sul tema è intervenuto anche il presidente del Torino Urbano Cairo, che ha spiegato: «La Lega Serie A tutta è molto contraria a questa evoluzione delle competizioni europee perché non rappresenta non solo gli interessi, ma anche l’opinione pubblica che ha una abitudine ad un certo tipo di campionato che ti consente di arrivare in Europa. Tutto questo è come è stato vissuto il calcio negli ultimi sessanta anni. E’ una storia lunghissima che non può essere cancellata con un colpo di spugna solo perché fa bene al business».

«Abbiamo visto come la Premier League, la Ligue 1, la Liga spagnola, la Bundesliga e oggi anche la Serie A si siano espresse in modo totalmente negativo – ha aggiunto Cairo –, perché questa nuova competizione non va nella direzione che vorrebbero i tifosi e sarebbe una cosa sbagliata dal unto di vista della meritocrazia».

Cairo porta l’Atalanta come esempio chiave: «Quest’anno l’Atalanta è arrivata terza con merito e se ci fosse la nuova competizione non si sarebbe qualificata per la Champions. Così come altre situazioni del genere. E’ una cosa su cui ECA e UEFA devono meditare, soprattutto su come si stanno coalizzando tutte le leghe contro un progetto che non piace a nessuno».

«C’è ostilità verso questa proposta – ha concluso Cairo –, ci sarà un comunicato molto netto. Questa proposta deve essere totalmente ritirata e cancellata, poi si dovrà lavorare per arrivare a una proposta diversa che non favorisca solo 14 club che hanno preso 7 miliardi di euro negli ultimi 26 anni e che ne prenderebbero altrettanti nei prossimi sei anni e altri 7 nei successivi tre. Questo vorrebbe dire totalmente squilibrare la competizione del calcio italiano ed europeo. Si dovrebbe guardare alla Premier League che ripartisce i ricavi in maniera diversa: la prima prende 160 milioni e l’ultima 100 con un rapporto di 1 a 6. In Italia, invece, la prima prende 100 e l’ultima 30 con un rapporto di 1 a 3. Per questo il loro campionato è più equilibrato e divertente, tanto che poi alla fine si giocano anche le finali di Champions e di Europa League come quest’anno».

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