(Photo by Elsa/Getty Images)

Stelle Mondiale femminile – L’Italia di Milena Bartolini comincerà a breve il suo percorso ai Mondiali di Francia. Dopo il fallimento dei corrispettivi maschili, le azzurre hanno l’opportunità di mostrare al paese un movimento in ascesa. Attenzione a pensare ad uno “sport minore”: in oltralpe sarà battaglia vera per spodestare gli Stati Uniti campioni in carica ed in cerca della quarta coppa della loro storia.

Ma chi saranno le star di questa competizione? Quanto il calcio femminile è ancora lontano dal punto di vista delle risorse economiche dalla controparte maschile? Girone per girone, verrà illustrata una panoramica delle atlete più pagate e pronte a fare il salto di qualità per colmare il gender gap di stipendi e sponsor, partendo dalla prospettiva di un premio mondiale di circa 10 volte inferiore rispetto a quello vinto dalla Francia campione del mondo (3,5 milioni contro 32,5).

Girone A – Francia, Norvegia, Corea del Sud, Nigeria:

La star proclamata del girone A doveva essere Ada Hegerberg, campionessa in carica del primo Pallone d’Oro femminile e reduce dalla sonante tripletta rifilata al Barcellona nella finale di Champions League vinta dal suo Olympique Lione. Invece, per dissidi con la propria federazione in merito agli stipendi decisamente impari rispetto agli atleti uomini, l’attaccante ventitreenne proseguirà l’autoesclusione decisa nel 2017.

Un duro colpo per la Norvegia, che è tra l’altro il primo paese ad aver deciso di corrispondere agli atleti della Nazionale un eguale gettone di presenza, sia per gli uomini che per le donne. La Hegerberg è in questo momento la calciatrice più pagata al mondo, con uno stipendio di 400mila euro annui, pochi se confrontati ad uno dei connazionali più pagati, Mohamed Elyounoussi del Southampton che riceve uno stipendio di 2 milioni, nulla se paragonati ai candidati al Pallone d’Oro maschile. In più, rispetto a molte colleghe, la numero uno al mondo può contare su uno sponsor tecnico importante come Puma, che l’ha addirittura celebrata dopo il Pallone d’Oro con un paio di scarpe personalizzate.

Amandine Henry (Photo credit should read FRANCK FIFE/AFP/Getty Images)

Con la norvegese assente, la Francia è la grande favorita del primo gruppo, dove ci saranno diverse atlete del Lione: il centrocampista Amandine Henry con i suoi 360mila euro di stipendio e Nike come sponsor, e il difensore Wendy Renard che segue con 348mila euro annui ed è il viso di una campagna marketing di un colosso francese, Boulanger. Insieme a loro l’attaccante Eugenie Le Sommer, 230mila euro annui e atleta del Team VISA, sponsor ufficiale del Mondiale.

Per quanto riguarda la Corea, l’atleta sicuramente più rappresentativa è So-Yun Ji, stella del Chelsea Ladies che ha da poco firmato un rinnovo di contratto fino al 2020. Le cifre sono tutt’ora sconosciute, ma dovrebbe essere una delle più pagate della FA Women’s Super League, potendo inoltre contare sulla sponsorizzazione del marchio di auto SsangYong.

Girone B – Germania, Cina, Spagna, Sud Africa:

Sicuramente la favorita indiscussa del Gruppo B è la Germania che ha già catturato l’attenzione non solo per essere una delle pretendenti al titolo grazie alla qualità della rosa ma anche per un video pubblicato sui canali social della federazione dal messaggio di grande impatto che ha visto le giocatrici tedesche e la selezionatrice Martina Voss-Teclenburg schierarsi contro i pregiudizi nei confronti del calcio femminile.

La stella della Nazionale è senza ombra di dubbio Dzsenifer Marozsan, numero 10 classe ’92 nata a Budapest e costretta ad emigrare in Germania all’età di 4 anni al seguito del padre calciatore. Talento cristallino ha esordito a 14 anni in Bundesliga ed insieme alla brasiliana Marta è la calciatrice con più video dedicati su Youtube grazie a doti tecniche fuori dal comune (un concentrato di colpi di tacco, pettinate con la suola e veroniche).

Dzsenifer Marozsan (Photo by Maja Hitij/Getty Images)

La fantasista del Lione è una delle calciatrici più pagate al mondo con i suoi 156.000 euro a stagione. Inoltre fa parte di quella che lei stessa definisce la “Famiglia Puma”, uno degli sponsor tecnici più amati dalle calciatrici sia per l’eccezionale vestibilità e comodità delle scarpe da gioco sia per l’interesse che da sempre ha mostrato nei confronti del movimento calcistico femminile. Proprio la Marozsan nelle settimane scorse è stata la protagonista della campagna pubblicitaria del brand di abbigliamento sportivo che ha presentato il POWER UP pack, una nuova linea di scarpe da calcio che unisce il vero mondo del calcio al mondo del gaming virtuale.

Proverà ad impensierire la compagine tedesca la Spagna che dopo anni di anonimato sta emergendo in maniera prepotente anche nel calcio femminile soprattutto con le selezioni giovanili e grazie all’enorme successo della Liga Iberdola che quest’anno ha fatto registrare record su record: il 17 Marzo il match tra Atlético Madrid e Barcellona, giocato al Wanda Metropolitano, è stato l’incontro a livello di club con il maggior numero di spettatori della storia. Oltre 60.000 appassionati sugli spalti, mai così tanti in nessun’altra sfida tra squadre femminili di club al mondo.

La stella della Nazionale iberica è Irene Paredes, difensore classe 1991, che dopo anni passati in Spagna tra Real Sociedad ed Athletic Club, nel 2016 si è trasferita al Psg per compiere il definitivo salto di qualità nella sua carriera. La Paredes è stata la prima calciatrice spagnola ad essere selezionata nel 2017 nell’undici ideale FIFPro insieme alle migliori giocatrici del panorama mondiale.

La Cina, con una buona tradizione a livello femminile e la cenerentola Sud Africa, al suo debutto in una fase finale di un Mondiale, sembrano destinate ad un ruolo da comprimarie.

Girone C – Australia, Italia, Brasile, Giamaica:

Il Gruppo C, quello della Nazionale italiana, si prospetta molto equilibrato con tre Nazionali a giocarsi il passaggio del turno. Sembra fuori da questa lotta la Giamaica, prima squadra caraibica a qualificarsi per il più grande evento del calcio femminile. Grandi aspettative attendono l’Australia e Sam Kerr, prima calciatrice del suo paese a guadagnare più di un milione di dollari australiani all’anno tra contratto e sponsor vari (circa 650.000 euro). L’attaccante, classe 1993, è stata scelta dalla Nike come donna immagine della sua Nazionale e sarà protagonista delle prossime campagne pubblicitarie.

Il capitano delle Matildas lo scorso Ottobre è diventata la prima calciatrice australiana a firmare un contratto da 400.000 dollari locali con la Football Federation Australia ed i Perth Glory, suo attuale club, per rimanere a giocare nel campionato Nazionale, la W-League. Inoltre nel periodo di pausa del torneo oceanico la Kerr disputa la National Women Soccer League americana con i Chicago Reds Star, guadagnando 44.000 dollari. Nike ha investito molto su di lei e l’azienda americana è anche main sponsor delle Matildas, oltre a sponsorizzare Kyah Simon ed Ellie Carpenter, compagne di selezione della Kerr.

Secondo il Sydney Morning Herald le sopracitate calciatrici grazie alla sponsorizzazione Nike arriveranno a guadagnare più di quanto riceve Mark Milligan, capitano della squadra maschile. L’Italia è pronta a sorprendere, dopo il 2017 che per il movimento femminile ha rappresentato una sorta di anno zero soprattutto dal punto di vista dell’interesse economico. Infatti proprio all’inizio della stagione 2017/2018, anche nel nostro Paese qualcosa ha iniziato a muoversi: sono arrivati i primi contatti, diventati poi contratti, tra i grandi brand sportivi e le giocatrici italiane.

La stella della Nazionale è Barbara Bonansea, attaccante classe 1991 che vanta ben 3 scudetti, 3 supercoppe italiane e due Coppe Italia ed in Nazionale ha già collezionato 54 presenze impreziosite da ben 22 goal. Testimonial di punta della Nike tanto da essere la prima donna ad aver partecipato ad attività di Nike “In store” insieme a Cristiano Ronaldo, Mbappè e Neymar. L’attaccante campione d’Italia con la Juventus è stata scelta anche da Pasta Granoro, una tra le più importanti realtà produttive italiane del settore presente in ben 180 nazioni, come testimonial per la nuova linea Benessere, con una serie di attivazioni di marca che vedranno la calciatrice protagonista sulla rete, con varie attività social.

Sara Gama (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)

Avrà i riflettori puntati anche Il capitano della Nazionale Sara Gama, classe 1989 di padre congolese e madre triestina, che nel Marzo del 2018 è stata scelta da Mattel, in occasione della Giornata internazionale della donna, tra 17 personalità femminili internazionali “che hanno saputo diventare fonte di ispirazione per le generazioni di ragazze del futuro”. I creatori della Barbie hanno realizzato una bambola con le fattezze della calciatrice azzurra.

Il Brasile può vantare tra le sue fila una icona della storia del calcio femminile: l’artista del dribbling Marta Vieira da Silva, per tutti semplicemente “Marta”. L’attaccante, classe 1986 nella sua vita ha dovuto dribblare avversari ben peggiori dei difensori che è abituata a saltare con irrisoria facilità. Infatti ha dovuto vedersela con la povertà economica, cresciuta in una famiglia poverissima, abbandonata dal padre ed affidata alle sole cure della madre, da piccola non poteva permettersi nemmeno l’acquisto di un pallone ed in seguito ha dovuto affrontare i pregiudizi della gente in un paese considerato fino a qualche tempo fa sventurato per il calcio femminile frenato dalla povertà organizzativa del movimento brasiliano.

Marta si è letteralmente inventata il proprio percorso in un paese indietro anni luce. Soprannominata Il Pelè in gonnella, ma più simile a Ronaldinho per il modo di giocare, deve molto della sua popolarità a Youtube ed in generale tutto il movimento femminile deve sinceramente ringraziare per la sua crescita mediatica i nuovi canali di comunicazione digitale rispetto a quelli tradizionali che spesso hanno ignorato il movimento.

Marta, attualmente agli Orlando Pride, con i suoi 340.000 è la quinta calciatrice più pagata al mondo (per diversi anni, nel clou della sua carriera in Svezia al Rosengard, è stata la più pagata al con oltre 400.000 euro) e detiene anche il record di gol segnati nei Mondiali (15 gol) ed è stata giocatrice dell’anno FIFA per ben 5 volte consecutive dal 2006 al 2010.

Girone D – Inghilterra, Scozia, Argentina, Giappone

Il girone D vede sicuramente l’Inghilterra come principale favorita. Il movimento calcistico femminile inglese è in forte sviluppo, soprattutto dopo la grande sponsorizzazione di Barclays alla FA WSL che frutterà oltre 10 milioni. Principali volti di questo movimento sono il difensore Lucy Bronze, ennesima atleta del Lione, il capitano Steph Houghton del Manchester City e l’attaccante del Barcellona Toni Duggan. Tutte con stipendi che si aggirano intorno agli 80mila euro annui e tutte atlete Nike. In più, la Bronze fa parte del Team VISA mentre la Houghton sponsorizza Lucozade Sport.

A dare battagli alle Leonesse ci sarà la Scozia, con Jennifer Beattie, atleta Puma, e il capitano Rachel Corsie, giocatrice delle Utah Royals e che ai tempi del Glasgow City fu addirittura sponsorizzata da un pub locale, il Bon Accord.

Se l’Argentina è ancora molto indietro come movimento, non è invece da sottovalutare il Giappone capitanato da un’altra atleta del Lione, Saki Kumagai: vincitrice del Mondiale del 2011 e finalista nel 2015, la Nazionale nipponica non vede l’ora di giocarsela con le compagini del Regno Unito.

Girone E – Canada, Cameroon, Nuova Zelanda, Olanda

Il girone E vedrà una bellissima sfida tra Canada ed Olanda per il primo posto. La stella della nazionale Orange è Lieke Martens, premiata nel 2017 con il The Best FIFA Women’s Player e con uno stipendio che si aggira sui 200.000 euro. Testimonial di punta nel panorama europeo della Nike e brand ambassador della Nissan insieme a stelle del calcio maschile del calibro di Hazard e Coutinho. Il Barcellona per blindarla ha fissato una clausola di ben 3 milioni di euro, cifra monster per il calcio femminile.

La Nazionale Femminile del Canada si presenta con una partnership esclusiva con Nike firmata a dicembre 2018 per un kit dedicato in vista dei Mondiali in Francia. Squadra dalla grandissima tradizione (spiccano i due bronzi olimpici) ai Mondiali sarà guidata dal capitano Christine Sinclair. L’attaccante classe 1983 è al secondo posto per avere segnato più gol in tornei internazionali e vanta un record assoluto: anche tra i maschi nessuno era riuscito a segnare in partite ufficiali internazionali per venti anni consecutivi.

Lieke Martens (Photo by Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

Sincy è una delle calciatrici immagine del progetto Team Visa ed è stata Portabandiera nella cerimonia conclusiva delle Olimpiadi di Londra del 2012 ed è una celebrità in Canada (vincitrice nel 2012 del premio miglior atleta canadese dell’anno che per la prima volta dal 1936 è stato assegnato ad un esponente del Mondo del calcio, nel 2013 entra nella Walk of Fame tra le grandi personalità canadesi per successo e fama, includendo attori, registi, sportivi, allenatori, produttori cinematografici e musicali, cantanti, musicisti, ballerini, scrittori e artisti e nel 2018 arriva il riconoscimento civile più importante: la nomina a ufficiale dell’Order of Canada).

Con un Cameroon che sembra tagliato fuori dai giochi, una potenziale sorpresa potrebbe essere rappresentata dalla Nuova Zelanda. La federazione oceanica nel Maggio 2018 ha annunciato uno storico accordo per portare uguaglianza tra gli atleti maschi e femmine.  Il patto prevede stessa paga, stesso premio in soldi, stessi diritti di immagine e stessa parità nelle trasferte per rappresentare la Felce della Nuova Zelanda, un progetto ambizioso e quasi unico nel panorama Mondiale.

Girone F – Svezia, Stati Uniti, Tailandia, Cile.

I grandi favoriti del girone F sono sicuramente gli Stati Uniti campioni in carica e a caccia del loro quarto successo in un mondiale. A guidarli ci saranno Alex Morgan e Hope Solo, due tra le poche calciatrici che possono dire di avvicinarsi agli incassi annuali della controparte maschile. Il guadagno annuo della punta degli Orlando Pride si aggira infatti intorno ai 3 milioni, grazie soprattutto alla lunghissima lista di sponsor che va dalla Nike fino a Coca-Cola, McDonalds, Panasonic e Chevrolet.

Hope Solo (Photo credit should read EVARISTO SA/AFP/Getty Images)

Una fama dovuta alle sue grandi prestazioni in Nazionale, che l’hanno portata a vincere due ori tra l’Olimpiade di Londra e l’ultimo Mondiale in Germania. Ha anche pubblicato un fumetto sul calcio femminile, The Kicks, acquistato da Amazon Studios che ne ha fatto una serie di 9 episodi. Parallelamente, l’iconico portiere americano può contare su entrate che si aggirano sui 2,5 milioni a stagioni, grazie a Nike, Gatorade, Seiko e Bank of America.

Se Tailandia e Cile sono destinate probabilmente ad abbandonare presto il torneo, la Svezia potrebbe quantomeno provare ad impensierire la nazionale a stelle e strisce. Due delle atlete di spicco sono Nilla Fischer del Wolfsburg e Kosovare Asllani del Linkoping, la prima tra le 10 calciatrici più pagate al mondo con uno stipendio intorno agli 80 mila euro, la seconda volto del VISA team, sponsor ufficiale del Mondiale.

Articolo a cura di Edoardo Allegrucci e Enrico Guido Baldassarre

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