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Rafael Nadal a Roma (foto Andrea Staccioli e Antonietta Baldassarre Insidefoto)

Nella Sala Conferenze del Centrale del Foro Italico, il Presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, ha tenuto la tradizionale conferenza stampa conclusiva degli Internazionali BNL d’Italia 2019. Un’edizione da record nonostante il meteo avverso, che ha condizionato soprattutto la giornata clou del torneo, quella di mercoledì.

«Nello sport contano i risultati e i dati esprimono meglio di qualunque frase quello che è successo – ha esordito Binaghi – . Abbiamo avuto più di 20 mila presenze paganti in più rispetto al 2018. Ci eravamo posti la soglia di 220 mila presenza paganti, con oggi dovremmo arrivare a 225 mila, record assoluto del torneo. Soprattutto, rispetto allo scorso anno abbiamo 1 milione e 600 mila euro in più di incasso, che fa salire il dato record ad un livello stratosferico di oltre 13,2 milioni di euro».

 

«Sono dati straordinari, che vanno ben oltre le mie previsioni con l’esperienza ormai ventennale che ho. Ma sono dati che noi supereremo il prossimo anno, anche perché confidiamo di avere un tempo migliore rispetto a quello avuto in questa edizione. Registriamo una crescita inarrestabile del torneo e della popolarità del tennis italiano, che dopo anni di ascesa trascinata dalla televisione e dai dati di ascolto, oggi può contare anche sul traino dei risultati del nostro settore maschile. L’unica cosa che non potremo superare il prossimo anno è il livello della finale: il numero 1 del mondo contro il numero 2 testimoniano ampiamente il livello tecnico raggiunto dal torneo».

Sull’aumento progressivo dei biglietti degli Internazionali «non siamo per niente pentiti, se si vuole comprare il biglietto del torneo a basso prezzo bisogna comprarlo subito», ha proseguito Binaghi. «Sui prezzi dei biglietti sono state dette tante inesattezze – ha chiarito in conferenza stampa – Abbiamo scelto da un paio di anni di non aumentare il prezzo ai blocchi di partenza, per premiare i veri appassionati che acquistano a prescindere da chi ci sarà».

«Noi dobbiamo preservare loro – ha concluso il numero uno della Fit – quindi l’unica via per fare un maggiore incasso da investire nel settore tecnico e nel movimento è quella di tenere bassi e fermi i prezzi fino al primo gennaio, quindi almeno cinque o sei mesi prima del torneo, per poi scaricare sugli appassionati dell’ultimo momento, per i quali il tennis è un momento di svago, uno spettacolo, ma non sono paragonabili ai primi».

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