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Andrea Agnelli, presidente della Juventus (Foto Federico Tardito / OnePlusNine / Insidefoto)

«Non dimentico di essere italiano, non ho alcuna intenzione di indebolire la Serie A. Il mio obiettivo è ottenere il meglio per tutti». Andrea Agnelli ha concluso così il suo intervento ieri nel corso dell’assemblea della Lega Serie A, parlando della riforma Champions. Parole da presidente delll’Eca, promotore della rivoluzione, prima ancora che da presidente della Juventus, come riporta la Gazzetta dello Sport.

Durante l’assemblea lo scontro è stato quantomeno rimandato, tanto che non è arrivata nessuna presa di posizione ufficiale. «È opportuno studiare il progetto definito prima di esprimere giudizi», ha spiegato Stefano Campoccia dell’Udinese. Ma c’è anche chi come Lotito ha ribattuto ad Agnelli durante l’assemblea, evidenziando «la necessità di preservare i valori dello sport e dei campanili».

Dal canto suo, Agnelli ha precisato che «a Madrid si è fatta confusione e si sono diffuse informazioni non veritiere», chiarendo in seguito: «Le regole non sono scolpite nella pietra, tutto è modificabile, siamo solo all’ inizio».

Sul tema è intervenuto anche l’ad della Lega Serie A Luigi De Siervo: «Mancano elementi essenziali, come il numero massimo di squadre per ciascun Paese. Il progetto è definito, mancano dei dettagli. Ci è stato detto che può essere migliorato con i suggerimenti di tutti. L’obiettivo della nostra lega è che il criterio del merito non esista solo all’interno della competizione, ma debba essere in maniera più larga possibile collegato al campionato nazionale. E’ positivo il giudizio sul metodo, per la prima volta la Uefa apre al confronto con le varie componenti in una logica di consultazione. Spero vivamente che si possa arrivare a una soluzione positiva con la collaborazione di Ceferin e Agnelli».

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