Paolo Scaroni, presidente del Milan (Foto image Sport / Insidefoto)

Nessuna sorpresa a Casa Milan dopo nuovo deferimento per violazione del Fair play finanziario da parte dell’Uefa.

Come riportato dall’Ansa, il club era infatti a conoscenza dell’investigazione in corso e attendeva la novità, che viene considerata come un passo formale obbligato, secondo quanto filtra dalla società rossonera in attesa di eventuali reazioni ufficiali.

 

Il periodo sotto indagine è quello precedente all’inizio dell’era Elliott (diventato ufficialmente proprietario del Milan nel luglio 2018) e fonti del club hanno inoltre aggiunto che il percorso con la Uefa è ancora lungo e prevede dei passi formali obbligati, uno dei quali sarebbe rappresentato proprio da questo deferimento. Elliott, inoltre, si è impegnata a rendere il club sempre più competitivo nel rispetto delle regole, avviando un percorso virtuoso.

È di oggi infatti la decisione della Camera di Investigazione dell’Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (CFCB) ha comunicato di deferire il caso AC Milan alla Camera Arbitrale CFCB poiché il club non è riuscito a rispettare il requisito di pareggio di bilancio nel corrente periodo di osservazione determinato nella stagione 2018/19 e riguardante gli esercizi conclusisi nel 2016, 2017 e 2018.

Il Milan ha chiuso l’esercizio 2017-2018 (ultimo del triennio analizzato dall’Uefa) con una perdita netta a livello consolidato di 126 milioni di euro, in aumento di 53 milioni rispetto ai 73 milioni di rosso dell’esercizio precedente. Tale peggioramento del risultato netto, si legge nel bilancio consolidato del gruppo Milan, deriva principalmente da maggiori ammortamenti e svalutazione dei diritti alle prestazioni dei calciatori per 49,3 milioni, da maggiori costi per il personale tesserato per 13,2 milioni e da maggiori oneri finanziari per 16,4 milioni.

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