Lo stadio Giuseppe Meazza (San Siro) di Milano (Insidefoto.com)
Lo stadio Giuseppe Meazza (San Siro) di Milano (Insidefoto.com)

Sono giorni caldi per il futuro dello stadio “Giuseppe Meazza” di San Siro e per l’idea di Milan e Inter di costruire un nuovo impianto condiviso. La strada che va nella direzione di puntare su una nuova struttura sembrerebbe essere quella più quotata, sebbene in molti si siano esposti a favore di una ristrutturazione di San Siro – tra cui il sindaco Sala – e contro una sua demolizione.

Tuttavia, come riporta oggi “La Repubblica”, nell’ipotesi in cui il Meazza venisse ristrutturato, Milan e Inter potrebbero emigrare da Milano per almeno tre stagioni. Questa la clamorosa indiscrezione, che nasce dal fatto che le due società starebbero analizzando tutte le possibili variabili, non soltanto economiche, delle trattative in corso con il Comune di Milano. E hanno appunto previsto anche la possibilità di giocare in trasferta per almeno tre anni. Sarebbe la soluzione di ripiego se, a conclusione del confronto in corso, si decidesse che lo stadio attuale non va abbattuto ma ristrutturato.

Secondo lo studio sulle analisi costi-benefici, la principale controindicazione alla ristrutturazione sarebbe economica: la spesa si aggirerebbe infatti attorno ai 400 milioni di euro. Inoltre, la capienza potrebbe essere più o meno dimezzata e portata a 40-45mila spettatori. Ma soprattutto, mentre la costruzione di uno stadio ex novo è stimata in due anni, il restauro e l’ammodernamento del Meazza avrebbero tempi molto più lunghi.

Infatti, se Milan e Inter non si spostassero, il cantiere dovrebbe fermarsi ogni volta che ci sono partite e le pause dei lavori, per l’impossibilità di lavorare a singhiozzo, sarebbero di intere settimane, quelle degli impegni ravvicinati tra campionato e coppe. Inoltre, è stato prospettato un rischio sicurezza, legato all’ingresso di 45mila persone in un impianto pieno di cantieri. I due club potrebbero anche decidere di non correrlo, tanto da valutare l’ipotesi di giocare in trasferta. Il Milan ha già studiato le eventuali sedi. Dato l’alto numero di tifosi che abitano a Milano e dintorni, non si può andare oltre un determinato raggio, cioè oltre gli stadi di Varese (opportunamente risistemato e ampliato), Verona, Parma e addirittura Torino (il Grande Torino).

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