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Premier League pirateria – Dopo gli arresti della scorsa settimana, un altro duro colpo per i servizi di streaming pirata. La Premier League ha aiutato infatti la polizia internazionale a chiudere un servizio di abbonamento illegale, a conclusione della più grande indagine anti-pirateria al mondo fino ad oggi.

L’indagine è stata lanciata nel 2015 come parte di uno sforzo globale per combattere la ridistribuzione dei contenuti del massimo torneo calcistico inglese, e ha rivelato una complessa infrastruttura tecnologica internazionale alla base di un business di IPTV illegale.

Come riporta “SportsProMedia” sono stati portati a termine cinque arresti in relazione a reati quali furto di proprietà intellettuale, frode e riciclaggio di denaro. Tre persone arrestate in Spagna sono state incarcerate dopo le apparizioni in tribunale. Kevin Plumb, a capo dei servizi legali per la Premier League, ha dichiarato: «Il successo di questa indagine è un ulteriore esempio del grande impatto del programma anti-pirateria della Premier League».

Premier League, 17 anni di carcere per pirateria

«Stiamo ottenendo un successo senza precedenti nella protezione dei nostri diritti mediatici – ha aggiunto Plumb –, con ordini giudiziari rivoluzionari che bloccano flussi illegali e numerose azioni contro i fornitori illegali di contenuti della Premier League con conseguenti condanne detentive significative. Il sostegno delle autorità è cruciale nei nostri sforzi contro la pirateria e siamo molto grati a tutte le agenzie che hanno svolto un ruolo fondamentale in questa operazione, in particolare la polizia spagnola per aver condotto questa indagine. Continueremo a investire in tecnologie d’avanguardia e collaboreremo con le forze dell’ordine e altre parti interessate in tutto il mondo per proteggere i nostri diritti», ha spiegato Plumb.



La polizia ha scoperto 11 “server farm” distribuite in tutto il mondo, alcune delle quali con più di 44 server. Di conseguenza, le autorità hanno interrotto un'attività di streaming IPTV illegale, che ha consentito nel tempo l'accesso a oltre 800 canali televisivi agli abbonati in più di 30 paesi, con sottoscrizioni mensili a partire da 40 euro.

Si stima che nel periodo in cui si è svolta l’attività, l'azienda in questione abbia incassato circa 8 milioni di euro, con gli arrestati in Spagna che hanno dimostrato di possedere residenze di lusso sulla costa di Malaga. Come parte dell'operazione, la polizia ha anche sequestrato 12 veicoli “di fascia alta”, immobili e ha bloccato una serie di conti bancari.

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