Giovanni Malagò (Insidefoto.com)
Giovanni Malagò (Insidefoto.com)

“Ho visto la sfida tra Juventus e Fiorentina, complimenti. Il movimento femminile sta crescendo: la Federcalcio ha il diritto e il dovere di valorizzare al massimo questo prodotto che ha dimostrato di essere una disciplina leader in quasi tutte le nazioni sportivamente più evolute”.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò commenta così il successo della partita di calcio femminile tra Juventus e Fiorentina, che ieri all’Allianz Stadium di Torino ha richiamato quasi 40 mila spettatori.

“È chiaro che poi tutto è sdoganato, come spesso succede, dai risultati di vertice: l’Italia si è qualificata per i Mondiali e c’è stata una crescita mediatica esponenziale”, ha sottolineato il numero uno dello sport italiano a margine di un evento al Foro Italico.

Professionismo strada giusta? “Secondo me non si deve rimanere vincolati al concetto di professionismo sì o professionismo no: è chiaro che le atlete debbano essere tutelate, soprattutto quando ci sono aspetti previdenziali che riguardano maternità, infortunistica e tutta una serie di loro diritti, però non penso che chi gioca a calcio in Serie A femminile sia meno o più professionista di Dorothea Wierer o Lisa Vittozzi, di Federica Pellegrini o di Eleonora Lo Bianco”.

“Non ci deve essere un assioma: dato che sei un atleta di calcio automaticamente sei una professionista, perché le altre si allenano ugualmente, se non spesso anche di più. Questo concetto deve essere chiarito bene”.

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