Julio Cesar intervista DAZN
Julio Cesar ai tempi dell'esperienza all'Inter (Foto Nicolo' Zangirolami Insidefoto)

Il weekend è ormai alle porte e tra le gare in programma ce n’è una che difficilmente ha un esito scontato, ma che questa volta ha anche un’importante fondamentale per la classifica di entrambe: il derby tra Milan e Inter, rispettivamente terza e quarta in classifica separate da un solo punto in classifica. Entrambe le milanesi puntano a un posto Champions, ma le avversarie pronte a metterle in difficoltà non mancano.

DAZN ha così raccolto le emozioni del momento di uno dei protagonisti dell’Inter vincente degli ultimi anni a cui i tifosi sono più legati: Julio Cesar. Il brasiliano ha ricordato quale sia l’allenatore che ha maggiormente contato per lui nella sua esperienza in nerazzurro: “Roberto Mancini è la persona che mi ha dato fiducia, quello che ha cambiato la mia vita. Sulle punizioni?! Ahah all’inizio seguivo i suoi suggerimenti sulle punizioni: mi aveva detto di mettere una barriera al contrario sulle punizioni di Corini e io lo ascoltai anche se mi pareva strano, e alla fine col Palermo presi gol. Qualche settimana dopo, contro la Juve, mi dà ancora suggerimenti per contrastare le punizioni di Nedved, e subisco ancora gol. La stampa iniziava a dire che ero scarso sulle punizioni. Così andai dal Mancio e gli dissi: ‘Se sbaglio voglio sbagliare di testa mia“.


Impossibile non ricordare le soddisfazioni all'epoca del Triplete nella stagione 2009-2010 e un legame ancora inscindibile con i compagni dell'epoca: "’C'è una chat whatsapp di tutti noi del Triplete nerazzurro, l’ha creata Marco Materazzi. Il più attivo, quello che scrive e scherza di più, è José Mourinho. Mourinho era bravissimo a motivare i giocatori, mi ricordo ancora i preparativi alla semifinale di Champions League col Barcellona: mi ricordo che ci caricò talmente tanto che avevamo il sangue agli occhi, io avevo la pelle d’oca... i giocatori del Barcellona avevano fatto un video in cui dicevano di “vendere la pelle” per ribaltare il risultato, Mou concluse il suo discorso dicendo “noi ora andiamo a Barcellona a comprare la pelle” e lì avevo voglia di scendere già sul campo subito... lui faceva rendere i giocatori al massimo e così è nata l’impresa di Barcellona".

L'ex portiere ne ha approfittato anche per ricordare un momento divertente: il rigore calciato da Ibrahimovic il 6 maggio 2012 a cui ha riposto con una linguaggia: "Avendo giocato con lui due anni, conoscevo il suo modo di tirare e così gli ho detto sottovoce: ‘Guarda pezzo di bla bla bla, non tirare forte in mezzo perché se no te lo paro... e poi gli ho detto ‘ti ho beccato e gli ho fatto la linguaccia. Gli ho tolto l’opzione del tiro in mezzo, allora sapevo che aveva l’angolo di sicurezza alla mia destra: ha tirato lì ma forte e bene bene, ha segnato e dopo mi ha detto ‘adesso raccogli il pallone, pezzo di bla bla bla’ ”.

Non poteva mancare un ricordo dei ragazzini del Flamengo scomparsi qualche settimana fa in un incidendio: "Vedendo la foto di me bambino mi vengono in mente i ragazzini del Flamengo scomparsi in quel tragico rogo: mi vengono in mente i volti dei ragazzini coinvolti in quel bruttissimo incidente. Ho visto che c’era uno che faceva il portiere e un sogno che lui aveva era di conoscermi di persona... spero in futuro di poterlo conoscere e giocare insieme nell’aldilà” - ha concluso.

 

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