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Luis Suarez e Leo Messi (Foto: Pro Shots / Insidefoto)

Il Barcellona è al lavoro per dare alla luce, nel medio termine, il progetto di un fondo di investimento in startup sportive che sfrutti il mondo blaugrana come banco di prova e laboratorio. Un fondo che – spiega “Palco23” -, alla partenza, dovrebbe essere dotato di 100 milioni di euro, e per il quale il club non metterà a disposizione del capitale, ma tutto il suo know-how e la possibilità di testare qualsiasi soluzione al massimo livello.

Ci sono da prendere in considerazione diversi fattori, dalla preparazione del progetto alla situazione attuale del Barcellona, che nel prossimo futuro si concentrerà sui lavori di Espai Barça, un’opera da 630 milioni di euro. Inoltre, fondamentale sarà la scelta dello staff che occuperà di scegliere i progetti, e in questo senso alcune figure facenti parte della giunta direttiva del club sono già esperte del settore.

Negli ambienti attorno al Camp Nou si sostiene che questo nuovo progetto permetterà al club di ottenere un maggior profitto dal lavoro sviluppato dal Barca Innovation Hub (BIhub), un ecosistema creato nel 2017 per riunire tutte le conoscenze del club: da quelle sportive a quelle commerciali. «L’idea è di monetizzare e sfruttare il momento in cui le aziende si avvicinano a noi e sviluppano prodotti», dicono fonti della società.



Negli ultimi anni sono state sviluppate nuove idee con multinazionali come Gatorade, che ha creato bottiglie speciali dotate di Bluetooth, che consentono di personalizzare e controllare l'idratazione dei giocatori, mentre Toshiba ha collaborato al miglioramento dei sistemi di diagnostica per immagini. Ma l’esempio più interessante – nell’ottica di un progetto d’investimento – è quello di Realtrack Systems. La società spagnola è stata in grado di mettere a punto con la prima squadra del Barça dei gilet che consentono di raccogliere 20.000 dati al secondo per ciascun giocatore. Tuttavia, data l’impossibilità del Barcellona di investire in società di terze parti per motivi di legge, il club ha trovato l’investitore nella società olandese Scranton Enterprises.

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I sostenitori del modello sostengono che, in questo modo, il club si potrà garantire l'esclusiva di un certo prodotto per un certo periodo di tempo o addirittura riscuotere royalties in cambio della cessione dei propri atleti per i test sui prodotti. Il BIhub ha spiegato di poter offrire gli strumenti, le risorse, le conoscenze e l'esperienza di cui gli imprenditori hanno bisogno per creare nuovi prodotti e servizi a vantaggio di atleti, partner e tifosi. In particolare, i vantaggi di lavorare in un unico ambiente di test prima di andare sul mercato e la visibilità unica data dall’associazione di immagini sul mercato.

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