(Fonte: skouted.co.uk)

Febian Brandy, ex promessa del Manchester United, ha sviluppato un’idea rivoluzionaria che potrebbe avere un impatto importante sul mercato del lavoro calcistico. Sulla scorta dell’aiuto che “Linkedin” offre alle aziende e ai lavoratori nella ricerca di professionisti e impieghi, Brandy ha deciso di lanciare una piattaforma analoga solamente per il mondo del calcio.

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L’app si chiama “Skouted” e, come riporta “SPORTbible”, è stata pensata per colmare il divario tra i giocatori e i club, promettendo di rendere la vita più facile sia ai calciatori che agli scout. «Essendo nell’ambiente fin da giovane, so quanto sia difficile farsi notare dalle squadre», ha detto Brandy spiegando come nasce l’idea.

«Ad esempio – ha aggiunto –, ci sono alcuni giocatori di talento (in club professionistici e non) che per qualsiasi motivo, se non ottengono un contratto, potrebbero non avere i contatti per trovare un’altra società. Con l’app Skouted, dei filmati sui giocatori saranno costantemente visibili dai club e ci saranno anche sezioni particolari come il giocatore del mese e il gol del mese. La mia app avvicinerà i club, i giocatori svincolati e i giocatori che non sono professionisti di tutte le età», ha detto Brandy.



Per quanto riguarda il funzionamento dell’app, Brandy ha spiegato che «i club potranno digitare nella barra di ricerca il tipo di giocatore che stanno cercando. Se un club di Londra cerca un centrocampista 16enne di Manchester, tutti i centrocampisti di Manchester appariranno nella ricerca. Abbiamo semplicemente reso più facile per i club trovare quei giocatori “nascosti” di tutte le età, creando una piattaforma per chi vuole mostrare il proprio talento ai club».

Il logo di Skouted (Fonte: skouted.co.uk)

L'azienda è nata lo scorso dicembre, e assieme a Brandy ci sono altri personaggi del settore come Raj Sharma, Keita Orelaja e Harjot Singh e ad altri sei sviluppatori web, mentre il sito è stato lanciato a gennaio. I fondatori hanno già incontrato alcuni dirigenti di squadre di Premier League e oltre. «Ho incontrato alcune persone negli Stati Uniti, in Asia e ovviamente nel Regno Unito», ha concluso Brandy. «Alcuni giocatori professionisti hanno parlato dell’app ai propri club di Premier».

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