Il presidente del Milan Paolo Scaroni (Foto: imagoeconomica)

Da Vicenza a Milano passando per Londra, Parigi e New York. Dalla Chevron al Milan passando per Enel e Eni. È questo il ritratto che Il Sole 24 Ore fa di Paolo Scaroni, presidente del Milan ormai da quasi sette mesi. E in una lunga intervista Scaroni parla anche del club rossonero.

«Abbiamo un amministratore delegato di grande caratura internazionale come Ivan Gazidis che, in Inghilterra, ha guidato l’Arsenal e che, negli Stati Uniti, è stato vicecommissario della Major League Soccer», ha dichiarato il numero 1 del Milan.

«Ci siamo divisi i compiti. Lui gestisce la società e la squadra. Io seguo le attività più propriamente italiane: il calcio è davvero una delle maggiori industrie del nostro Paese ed è uno dei cuori pulsanti della nostra società», le parole di Scaroni.


«Qui ci sono due montagne da scalare: la montagna dei risultati sportivi e la montagna dei risultati economici - prosegue Scaroni -. Quando incontro un tifoso pieno di entusiasmo che mi dice “presidente, perché non ci compra un altro grande giocatore?”, io gli rispondo “lo faremo, naturalmente se ce lo permetterà il financial fairplay”. E gli spiego il meccanismo che ti lascia acquistare giocatori soltanto con risorse che derivino da profitti del club. Spesso lui rimane colpito perché non conosce questa regola. Il calcio sta cambiando molto. E tutto il nostro mondo deve maturare».

SEGUI LE PARTITE DEL MILAN SU DAZN: CLICCA QUI PER ATTIVARE IL SERVIZIO GRATIS PER UN MESE

2 COMMENTI

  1. Ancora con questa balla eterna di: “il calcio è davvero una delle maggiori industrie del nostro Paese ed è uno dei cuori pulsanti della nostra società”.
    Proprio senza vergogna.
    Il calcio è uno sputacchio, fattura 4,5 miliardi.
    Tanto per dire, la Luxottica, che non è un settore intero, ma è una singola società che vende occhiali, ne fattura 9,2, il doppio.
    La Exor 150.
    IL PIL Italiano 1750.

    • Oltretutto 4,5 mld è solo il fatturato, mentre il PIL misura il valore aggiunto, la ricchezza prodotta. Quindi in realtà il contributo del Calcio all’economia del Paese è ancora minore, praticamente marginale.
      È la maggiore industria dell’intrattenimento ok, ma effettivamente quelle affermazioni suonano abbastanza ridicole.

LASCIA UNA RISPOSTA:

Please enter your comment!
Please enter your name here