Gaetano Miccichè, presidente della Lega Serie A (foto Daniele Buffa//Insidefoto)

“Nessun prodotto genera un interesse trasversale come il calcio, ma bisogna far sì che la qualità si alzi”. La ricetta è di Gaetano Miccichè, banchiere, presidente dell’ Imi, gruppo Intesa San Paolo, da giugno scorso presidente anche della Lega Serie A. In una lunga intervista al Corriere della Sera, Micciché fa il punto sulla situazione del massimo campionato.

“Investitori e clienti non mancano. Nessun prodotto genera un interesse trasversale come il calcio, ma bisogna far sì che la qualità si alzi. Devono migliorare le infrastrutture e aumentare i giocatori di alto livello. Se riusciamo a sviluppare la qualità complessiva, attiriamo anche investitori e sponsor dall’estero. Siamo un’industria e dobbiamo migliorare i ricavi: questo è possibile solo tramite l’internazionalizzazione del prodotto. Di qui la decisione di esportare la Supercoppa, cosa che facciamo da tempo”.

“Serve anche abbattere i luoghi comuni, tipo che il calcio era più romantico quando le partite si disputavano tutte alle 15. Il mondo è cambiato e gli orari devono adeguarsi. I soldi incassati dai diritti tv nutrono tutto il movimento: la A versa 130 milioni di mutualità alle altre leghe”.

“Ricordiamoci che fino a maggio eravamo commissariati, serve tempo per crescere. Con la Liga e la Bundesliga ce la giochiamo. La Premier ha stadi migliori, investitori internazionali e in generale ha raggiunto una pace sociale”.

“Il canale tv della Lega? L’ obiettivo finale, come detto, è la qualità del prodotto e la valorizzazione dei ricavi. Abbiamo tempo per valutare la soluzione migliore senza perdere di vista l’interesse dei nostri clienti e degli appassionati. Il governo ci ha aiutato dandoci nuovi strumenti normativi per combattere la pirateria. Penso alla pirateria e mi viene in mente la pretesa di entrare in un ristorante, godere della sua cucina e poi non pagare il conto: consentire la pirateria significa perdere incassi”.

“Scendere a 18 squadre? Il Consiglio Federale ha deciso che ogni Lega può scegliere il proprio format. Bundesliga a parte, tutti i maggiori campionati europei sono a 20, che a mio avviso è il numero corretto. Ma deciderà l’assemblea”.

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