Cristiano Ronaldo processo evasione fiscale
Cristiano Ronaldo (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Ci sono ancora strascichi in Spagna per quanto riguarda la partita di Cristiano Ronaldo con il Fisco spagnolo. I tecnici dell’Agenzia tributaria (Gestha) si sono infatti pronunciati contro l’accordo tra il portoghese e la “Fiscalia”. Il motivo? L’intesa raggiunta sarebbe fin troppo vantaggiosa per CR7 se paragonata alla somma evasa dal calciatore.

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In particolare, a sostegno della loro tesi, i tecnici avrebbero individuato eccessiva disparità a confronto del trattamento riservato a Lionel Messi. Nello specifico, la sentenza «riduce sostanzialmente gli importi evasi nel 2014, riduce le multe di 25 milioni di euro sotto il minimo che il giocatore avrebbe dovuto corrispondere secondo la denuncia iniziale del Fisco, e la pena è di soli 24 mesi, sostituiti da una multa di 360.000 euro per consentire a Cristiano Ronaldo di non andare in prigione».

In questo modo, il portoghese ottiene «una condanna molto più morbida di quella imposta a Messi e suo padre», il che permette di concludere che «Ronaldo ha sconfitto Messi in Tribunale». In Gestha, ritengono che la riduzione sia eccessiva perché «riguarda il 40-60% dei reati commessi» e gli importi sono addirittura al di sotto di quello che Hacienda avrebbe richiesto se i reati non fossero stati denunciati.



Ma la natura benevola della sentenza diventa più evidente agli occhi dei tecnici se paragonata al caso di Messi, dal momento che l'importo evaso da Ronaldo è triplo (oltre 14 milioni, contro 4,1 milioni) rispetto a quello dell’attaccante del Barcellona. Al contrario, le multe sono simili: oltre 3,5 milioni per Ronaldo e 24 mesi di carcere, contro 3,7 milioni per Messi e 21 mesi di carcere.

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