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«C’è la volontà politica di portare avanti al più presto il progetto dello stadio di Tor di Valle. Lavoriamo con tale proposito nel rispetto della legge e nell’interesse dei cittadini». La sindaca di Roma Virginia Raggi risponde così, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, alla domanda se sarà il 2019 l’anno buono per la prima pietra per il nuovo stadio della Roma.

«Cosa manca per le ultime autorizzazioni? In primis, sto aspettando l’esito del parere che ho chiesto al Politecnico di Torino, poi penseremo alla variante urbanistica. Non è un atto dovuto ma ho ritenuto che, dopo tutto quello che abbiamo letto sui giornali, i cittadini abbiamo diritto ad un ulteriore approfondimento», ha proseguito la Raggi.

«Ci sono alcune questioni aperte: ad esempio, io continuo a ritenere che si dovrebbe investire di più sulla linea ferroviaria Roma-Lido che collega il centro a Ostia. Il progetto sarebbe ancora più bello e utile alla città. La Regione Lazio è proprietaria della linea e, da circa tre anni, ha 180 milioni per ammodernamenti su quella specifica tratta che non ha ancora speso».

«Rispetto al primo progetto lo abbiamo migliorato rendendolo innovativo ed eco-sostenibile. Abbiamo ridotto le cubature del 50%, con edifici a ridotto impatto ambientale realizzati con gli standard energetici più avanzati al mondo e un superamento del rischio idrogeologico della zona. Basteranno le opere? Secondo gli uffici sì. E me lo auguro. Ho però chiesto ulteriori approfondimenti e verifiche perché voglio essere sicura che, una volta realizzato lo stadio, tutto funzioni perfettamente. Tifosi e cittadini dovranno essere orgogliosi di questa opera. E lo saranno presto».



«L'inchiesta "Rinascimento"? Sono stati gli inquirenti a dire con chiarezza che l' inchiesta non ha riguardato gli atti amministrativi relativi allo stadio. Nonostante questo, ho immediatamente chiesto di avviare una due diligence su tutto il procedimento. Proprio perché vogliamo portare avanti il progetto nel massimo della legalità e trasparenza».

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