I numeri della pirateria in Italia, violazioni a +50% rispetto al 2017/2018

Numeri pirateria Serie A – Ogni stagione che passa, la Serie A si trova a dover fare i conti in maniera sempre più frequente con il fenomeno della pirateria. Il…

Diritti Tv tutela consumatori

Numeri pirateria Serie A – Ogni stagione che passa, la Serie A si trova a dover fare i conti in maniera sempre più frequente con il fenomeno della pirateria. Il campionato appena terminato ha battuto ogni record per quanto riguarda le violazioni: 64.000 eventi live. Ma non è tutto, perché la stagione in corso si prepara a superare questa soglia: sono già 43.167 le violazioni a metà stagione, +50% sullo stesso periodo dello scorso anno.

Crimi: «Iptv e “pezzotto”: la pirateria tv è un reato che uccide il mercato e va repressa»

Questi i dati riportati da “Il Sole 24 Ore”, che spiega come questa sarà la stagione in cui si proverà a dare una spallata più concreta al fenomeno della pirateria. Questo per diversi motivi: in legge di Bilancio per il 2019 sono state inserite misure ad hoc; i vertici della Lega Serie A hanno messo la pirateria fra i punti in cima all’agenda e i numeri segnalano algebricamente come il limite sia stato superato.

Una ricerca Ipsos/Fapav ricorda che 4,6 milioni di italiani fruiscono illegalmente di eventi sportivi live, con una stima di circa 21 milioni di atti di pirateria compiuti nell’anno passato. Il più colpito è naturalmente il mondo del calcio: 3 pirati su 4 guardano le partite. Tra gli strumenti di visione anche Iptv illegali e decoder contraffatti, con un vero e proprio giro d’affari: un abbonamento può essere pagato somme variabili fra i 10 e i 20 euro.


I reati per chi organizza siti con contenuti piratati o iptv possono essere hackeraggio, riciclaggio di denaro, reati valutari, associazione a delinquere. Per chi vede contenuti attraverso Iptv illegali si può arrivare a multe dai 2.500 euro ai 25.000 euro, oltre alla reclusione da sei mesi a tre anni. Se però la pirateria non è una buona notizia per chi detiene i diritti – Sky e DAZN –, non possono sorridere nemmeno gli stessi club: nei contratti per il triennio in corso sono stati inseriti compensi variabili in funzione del numero di abbonati.

La Premier League apre un ufficio a Singapore per combattere la pirateria

Il problema, ovviamente, non è solo italiano. Lo sanno soprattutto i campionati più “internazionali” come Liga spagnola e Premier League inglese. Quest’ultima ha creato un ufficio a Singapore per combattere in maniera mirata il tema della pirateria. E c’è un punto sul quale dall’Italia si guarda con un po’ di invidia Oltremanica. Per i contenuti sportivi protetti dal copyright la Premier League e gli Internet service provider hanno trovato un accordo che poi è stato reso esecutivo dall’Alta Corte di Giustizia di Londra: l’inibizione non solo dell’accesso ai domini (Dns) dei siti pirata (in Italia il Regolamento Agcom, comunque apprezzato sul tema dal mondo del calcio e recentemente rafforzato, prevede questo), ma anche dell’accesso ai server che consentono a tali siti pirata di operare.