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Il Bayern Monaco festeggia il sesto titolo nazionale consecutivo (Foto imago/Sammy Minkoff/insidefoto)

Benjamin Pavard è un nuovo giocatore del Bayern Monaco. L’ottimo mondiale giocato con la nazionale francese ha fatto richiamare l’attenzione di Hasan Salihamidzic, responsabile delle operazioni sportive della squadra bavarese, chiudendo la trattativa con lo Stoccarda, club dove Pavard continuerà a giocare fino al termine di questa stagione, a 35 milioni di euro.

Cifra del tutto equa visto il valore crescente del giocatore: la stagione precedente, Pavard ha giocato tutte e 34 le partite di Bundesliga senza essere mai stato sostituito e partendo sempre da titolare; Didier Deschamps l’ha schierato tra gli undici giocatori di partenza in 6 occasioni su 7 al mondiale in Russia; è inutile dire che nell’unica partita in cui Pavard non si è tolto la tuta, l’Equipe de France ha pareggiato 0-0 contro la Danimarca.

Il difensore classe 1996 è soltanto l’ultimo acquisto effettuato dalla dirigenza bavarese che rende giustizia ad una strategia che il Bayern Monaco sta attuando ormai da tempo in campo nazionale, proprio quando la propria disponibilità economica è iniziata a crescere in maniera smisurata rispetto alle concorrenti in Bundesliga ed il quale ha portato praticamente ad un monopolizzazione dei risultati. Il sistema dirigenziale a cui fa capo Karl-Heinz Rummenigge funziona in maniera meravigliosa in quanto il presidente è riuscito a tenere saldo, o in alcuni casi anche a migliorare, quel rapporto tra risultati economici e successi sportivi che spesso scappa ad alcune società che iniziano a raccogliere tanti trofei dopo aver seminato milioni di banconote. Il fatturato del gruppo è pressoché raddoppiato nel giro di 10 anni e il rapporto tra i ricavi ed il costo della rosa è tra i migliori in Europa, considerando le massicce campagne investimenti condotte.

Questo rappresenta la forza del Bayern Monaco, ma anche la debolezza della Bundesliga in quanto, negli ultimi venti anni, per 14 volte sono stati i giocatori in maglia bianco-rossa a stappare e bere la Weissbier sinonimo di celebrazione. E ad ogni “prost!”, kaiser Rummenigge acquistava giocatori grazie ai premi messi in banca. Naturalmente, nella maggior parte delle trattative la provenienza dei giocatori acquistati era da società tedesche.



Nella stagione 2012/13, il Borussia Dortmund, dopo aver galoppato per tutta la stagione con dei purosangue come Lewandoski, Reus e Gotze, controllati dalle redini di mister Klopp, arrivò in finale di Champions League e terminò la stagione in Bundesliga in seconda posizione. Ironia della sorte, in entrambi i casi fu il Bayern Monaco, nel primo caso, a batterli e, nel secondo, a precederli. Nella sessione estiva di quell’anno, dopo aver accresciuto le proprie disponibilità finanziarie, iniziò quello che alcuni hanno etichettato come un saccheggio: Mario Gotze andò a vestire la maglia bianco-rossa a fronte in un conguaglio economico di 37 milioni di euro; la stagione seguente toccò a Robert Lewandoski, capocannoniere della Bundesliga 2013/14 con 20 gol, trasferitosi a titolo gratuito; all’inizio della stagione 2016/17, infine, fu il momento della colonna portante della difesa di Jurgen Klopp prima e di Thomas Tuchel poi, Mats Hummels, la cui cessione portò nelle casse del presidente Reinhard Rauball 32 milioni di euro.

Come Pavard, invece, Mario Gomez cambiò residenza da Stoccarda a Monaco per 30 milioni di euro nell’estate del 2009, dopo aver concluso una stagione a 24 gol e 7 assist in 32 presenze. Numeri che poi terranno fede alle prestazioni avvenute all’interno dell’Allianz Arena. Infatti Gomez ci mise un anno ad ambientarsi, ma nella stagione 2010/11 collezionò 28 gol e 5 assist in 32 presenze; nella stagione seguente fece leggermente peggio, 26 gol e 3 assist in 33 apparizioni.

Nella sessione di calciomercato estiva del 2011, invece, venne acquistato dallo Schalke 04, Manuel Neuer per 28 milioni, il quale diventerà una delle cause dei risultati del Bayern Monaco e anche della nazionale tedesca, la cui attitudine a saper gestire la palla con i piedi portò ad un rivoluzione sulla concezione del ruolo del portiere.

Lewandowski Bayern-Real del 2016-2017 (Foto Alterphotos / Insidefoto)

Nel 2017, dopo una stagione culminata col il quarto posto finale e la scoperta di un allenatore dal futuro pressoché roseo, l’Hoffenheim si vide costretto a cedere il proprio punto di riferimento difensivo, Niklas Sule, per 25 milioni.

Dieci anni prima fu la volta di Miroslav Klose, il miglior marcatore dei mondiali, il quale si trasferì dal Werder Brema, finito terzo in Bundesliga, per 23 milioni dopo aver concluso la stagione con 13 gol e 15 assist.

Il più recente è Leon Goretzka che dallo Schalke 04 si accasò in Baviera dopo che Rummenigge versò nelle casse della società di Gelsenkirchen 40 milioni di euro.

Inoltre, gli investimenti sostenuti dal Bayern Monaco durante le sessioni di calciomercato spesso e volentieri oltrepassano i confini nazionali, andando ad assicurarsi le prestazioni sportive di giocatori non solo in costante crescita - Kingsley Coman -, ma anche affermati nel panorama calcistico internazionale - James Rodriguez e Arjen Robben.

Per cui, per quanto la strategia del Bayern Monaco possa essere vincente, la Bundesliga sta assistendo ad un’evoluzione del panorama nazionale tutt’altro che favorevole alla competizione. Il monopolio dei successi del Bayern Monaco è in prima battuta dovuto alla disponibilità economica che in Europa è inferiore a poche squadre ed in Germania è avanti decenni rispetto alla seconda, il Borussia Dortmund, il quale ha avuto un accenno di presa della ribalta, come nella stagione in corso.

Per questo, se è vero il fatto che un torneo equivale ad un competizione e la sua appetibilità è direttamente proporzionale alla concorrenza delle 18 squadre che si contendono lo scudetto, in questo momento le norme che regolano l’aspetto economico del calcio europeo non stanno funzionando nella maniera corretta, in quanto nel campionato tedesco, considerato uno dei primi quattro europei, vede la squadra più attrezzata dal punto di vista tecnico far leva sulle proprie risorse finanziare indebolendo le dirette concorrenti e privandole dei loro migliori atleti.

5 COMMENTI

  1. Ciao Filippo, complimenti per l’ottimo articolo.
    Considerazione: possiamo tranquillamente sostituire Juventus a Bayern Monaco e Seria A a Bundesliga

    • Ciao Fabio,
      grazie mille per il commento!
      Se analizziamo i maggiori campionati europei, in ognuno di essi c’è una squadra che ogni anno parte molto favorita: se in Germania c’è il Bayern Monaco, in Italia c’è la Juventus e in Francia il PSG.
      Caso diverso sono Spagna e Inghilterra, in cui ne girano rispettivamente due e tre.
      Il concetto dell’articolo in questione è la mancanza di ciclicità nel risultato dovuta alla disponibilità economica delle società di cui sopra le quali alzano il livello tecnico della propria rosa togliendolo alle concorrenti in campionato.

      • E’ quello che intendevo. Gli acquisti di Cancelo (via Valencia), Higuain e Pjanic testimoniano l’obiettivo di indebolire i rivali più “prossimi”. Gli acquisti di Dybala e Bernardeschi, invece, la capacità di accaparrarsi i migliori talenti del calcio italiano, anche a costo di offrire cifre fuori mercato.
        Due strade a servizio della stessa strategia: “cannibalizzare” ogni forma di concorrenza interna.
        E’ un merito, sia chiaro. Deriva dalla capacità di programmazione e dall’enorme divario di disponibilità economica rispetto alla concorrenza.
        Ahimè, sembra una replica in piccola scala di un futuro non troppo lontano, in parte già in essere, del calcio europeo, con l’unica lodevole eccezione della Premier League.

  2. Ottimo articolo… Unico appunto, tolto ovviamente il fatto che situazioni simili sì hanno anche negli altri campionati principali, é che il Bayern non ha pagato 40 milioni per Goretzka, ma l’ha ingaggiato alla scadenza del contratto a parametro zero.

    • Ciao Andrea,
      Grazie per il commento! Quei 40 milioni di cui si parla rappresentano il valore di mercato di Goretzka, fonte Transfermarkt, per cui, se considerassimo il valore di mercato come prezzo di vendita, lo Schalke 04 avrebbe incassato tale cifra.
      In ogni caso, lo scopo dell’articolo era di sottolineare quanto la forza contrattuale, oltre che economica, che il Bayern Monaco possiede in Germania non permette alcuna competizione con le dirette concorrenti.
      Grazie per la precisazione!

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